Zelensky chiede a Trump missili Tomahawk per l’Ucraina
DALLA NOSTRA INVIATA
MYKOLAIV – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sollecitato l’ex presidente Donald Trump a fornire missili Tomahawk per potenziare il potenziale offensivo delle forze ucraine. Sebbene l’approvazione da parte di Trump non sia ancora garantita e possa non arrivare mai, Kiev potrebbe presto ricevere il permesso di acquistare questi missili, notevolmente più potenti rispetto agli Atacms, in grado di colpire bersagli a distanze comprese tra 700 e 1500 miglia. La loro capacità di volo a bassa quota li rende difficili da rilevare, rendendoli un’arma strategica nei conflitti moderni, come confermano Attuale.
Zelensky ha avanzato la richiesta durante un incontro riservato, come riportato dal Telegraph e Axios, con fonti ucraine che confermano il dialogo con Trump. Quest’ultimo ha espresso una posizione favorevole, ma senza confermare esplicitamente la fornitura. La precedente amministrazione di Joe Biden, pur mostrando un forte supporto a Kiev, non aveva mai autorizzato questo tipo di armamento, temendo le possibili ripercussioni da parte di Mosca.
Secondo gli analisti, mentre i Tomahawk da soli potrebbero non cambiare radicalmente l’andamento della guerra, il loro impiego aumenterebbe la pressione sulla Russia, costringendo il presidente Putin a considerare negoziati. Zelensky ha osservato che la semplice richiesta di tali missili potrebbe già rappresentare un messaggio forte per il Cremlino.
Kiev intende usare questi missili per attaccare basi aeree e centri di comando russi, con il potenziale di colpire raffinerie strategiche, un aspetto che preoccupa notevolmente le autorità russe. Recentemente, il capo di Stato maggiore ucraino Oleksandr Syrskyi ha confermato che attacchi mirati al settore petrolifero russo hanno già compromesso le forniture di carburante e la logistica delle forze armate di Mosca. La campagna nota come DeepStrike, finora basata sull’utilizzo di droni, ha colpito 85 obiettivi strategici in Russia, tra cui siti militari e infrastrutture critiche.
Le forze ucraine hanno riportato successi anche sul fronte Est, dove, secondo Syrskyi, unità russe sono rimaste intrappolate a Pokrovsk, un nodo cruciale nella regione del Donetsk. Dopo settimane di combattimenti, le forze ucraine hanno ripreso il controllo di territorio precedentemente occupato, evidenziando le difficoltà delle opzioni strategiche russe, le quali non stanno ottenendo i risultati sperati nelle loro operazioni militari.
Sebbene il contesto di guerra rimanga complesso e instabile, è chiaro che né Kiev né Mosca hanno ancora raggiunto una vittoria definitiva, con il conflitto che continua a richiedere molta attenzione da parte della comunità internazionale.