Ucraina, emergenza blackout: medici costretti a lavorare in ospedali senza riscaldamento

23.12.2025 10:55
Ucraina, emergenza blackout: medici costretti a lavorare in ospedali senza riscaldamento

Emergenza umanitaria in Ucraina: il grido d’allarme di Medici Senza Frontiere

Il 21 dicembre, a Dnipro, a cinquecento chilometri da Kiev, la situazione si è deteriorata drasticamente durante il giorno più corto dell’anno. Le centrali elettriche sono state colpite, lasciando molte caldaie spente e provocando ulteriori disagi. Due persone, un uomo di 86 anni e una donna di 65, sono state colpite da droni russi, segno di un inverno difficile per la popolazione ucraina. Enrico Vallaperta, responsabile locale di Medici Senza Frontiere, ha descritto il caos: «Le strutture sanitarie operano senza riscaldamento e i chirurghi sono costretti a operare con lampade frontali», riporta Attuale.

L’emergenza è totale. Da febbraio 2022, i bombardamenti russi hanno devastato la rete elettrica, mentre la Procura ucraina ha svelato che alcuni politici di Kiev si sono arricchiti alle spalle della popolazione, amplificando la crisi. Vallaperta, con esperienza anche in Siria e Gaza, evidenzia l’urgente lotta contro i blackout: «Tra Dnipro e Donetsk, ora la gente combatte principalmente i blackout provocati dai bombardamenti». Le famiglie e le strutture pubbliche sono diventate dipendenti da generatori di corrente, il cui numero è insufficiente rispetto al fabbisogno crescente.

Un sondaggio tra i bambini di Dnipro rivela che la paura maggiore non è tanto delle sirene antiaeree, ma della continuità scolastica e della perdita di energia elettrica. «Anche noi abbiamo risorse limitate», conferma Vallaperta, sottolineando la priorità d’uso per le emergenze. L’avvicinarsi dell’inverno aggrava la situazione: «Le temperature scendono sotto lo zero, e cerchiamo di resistere», afferma.

I danni provocati dai droni russi si estendono anche a ospedali già frustati dalla mancanza di risorse. La situazione a Prokrovsk, ad esempio, è critica: la città è stata evacuata e gli ospedali sono inagibili. Medici Senza Frontiere, con dodici ambulanze, riesce a trasportare circa venti feriti al giorno, estendendo il loro raggio d’azione a circa ottocento chilometri lungo la linea del fronte orientale.

Ogni giorno, circa cinquecento ucraini contattano l’Onu per cercare di fuggire in aree meno rischiose. Tuttavia, la sicurezza durante gli spostamenti è precaria e la precisione degli attacchi dei droni è aumentata, aumentando i rischi per chi lavora nelle zone più colpite. Vallaperta riconosce che «la corrente va più di quanto venga», aggravando l’usura delle attrezzature sanitarie già obsolete, a discapito di pazienti vulnerabili, tra cui donne e bambini.

Il prezzo di questa guerra ricade principalmente sui civili, come testimonia la triste storia di una famiglia colpita da un’esplosione a Dnipro, dove un bambino ha perso entrambe le gambe. «Il dolore dei genitori era straziante», ricorda Vallaperta, «ma la vera tragedia è che ci sono persone normali, ora bersagli di questo conflitto», lasciando la popolazione in una disperata ricerca di normalità in una situazione di costante rischio.

1 Comments

  1. Non ci posso credere. È veramente scioccante che in pieno inverno ci siano persone costrette a vivere senza riscaldamento, proprio come nei tempi più bui del passato. Ma com’è possibile che ci siano anche politici che si arricchiscono mentre la gente soffre? Ingiustizia totale.

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