Ucraina si ritira dalla Convenzione di Ottawa sulle mine: dettagli e conseguenze

29.06.2025 20:55
Ucraina si ritira dalla Convenzione di Ottawa sulle mine: dettagli e conseguenze

Il Ritiro dell’Ucraina dalla Convenzione di Ottawa: Implicazioni e Contesto

Domenica 29 giugno, il presidente ucraino Zelensky ha ufficialmente firmato il decreto per il ritiro dell’Ucraina dalla convenzione che vieta l’uso, lo stoccaggio e la produzione di mine antiuomo, riporta Attuale.

Cosa sono le mine anti uomo?
Le mine antiuomo sono dispositivi esplosivi progettati per esplodere quando una persona vi cammina sopra o le tocca. Questi ordigni sono concepiti per ferire, mutilare o uccidere. Solitamente, sono di piccole dimensioni e si trovano sepolte nel terreno o nascoste in altri luoghi, rendendole invisibili fino al loro attivamento.

Perché sono pericolose?
Queste armi causano un numero indefinito di vittime, colpendo sia civili che militari, e restano attive anche molto tempo dopo la conclusione di un conflitto, continuando a fare vittime tra la popolazione civile. Attualmente, le mine antiuomo sono ancora presenti in 58 paesi, e nel 2023, quasi 6.000 persone sono state uccise o ferite a causa di esse, con l’80% delle vittime rappresentato da civili, molti dei quali bambini. La bonifica da questi ordigni è un processo lungo, costoso e rischioso.

Cos’è la Convenzione di Ottawa?
La Convenzione di Ottawa è il principale trattato internazionale che vieta non solo l’uso, ma anche il deposito, la produzione e il trasferimento delle mine antiuomo, imponendo la loro distruzione. Firmato nel 1997, il trattato ha visto l’adesione di 164 paesi, ma fra i 33 che hanno scelto di non firmarlo ci sono potenze come Stati Uniti, Cina e Russia.

Motivazioni del ritiro da parte dei Paesi dell’Est Europa
Dopo l’invasione dell’Ucraina, gli stati confinanti con la Russia hanno avvertito la necessità di rafforzare le misure di protezione. La Russia detiene la più grande riserva mondiale di mine antiuomo, stimata in circa 26 milioni, e molte di queste sono state utilizzate nel conflitto ucraino. Con il recente decreto di Zelensky, l’Ucraina diventa il sesto di sette paesi confinanti con Russia e Bielorussia a voler riarmarsi con mine antiuomo, seguendo l’esempio di Polonia, Lettonia, Estonia, Finlandia e Lituania; solo la Norvegia ha scelto di mantenere la posizione del trattato. Questi paesi della NATO potrebbero riprendere la produzione e il deposito delle mine lungo i loro confini, dando vita a una nuova, pericolosa “cortina di ferro”.

Le mine sono un’arma giustificata?
La Lituania, situata tra l’exclave russa di Kaliningrad e la Bielorussia, prevede di investire 800 milioni di euro nella produzione di nuove mine antiuomo. Il governo lituano giustifica questa strategia come necessaria per far fronte a una “minaccia esistenziale” poiché la Russia ha aumentato significativamente la produzione di mine negli ultimi anni, mentre l’Europa ha distrutto le sue scorte. Tuttavia, numerose ONG hanno criticato la decisione, evidenziando come rappresenti un “preoccupante passo indietro”. Secondo Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International: “Queste armi sono così fortemente vietate che la loro messa al bando è diventata un principio del diritto umanitario internazionale, indipendentemente dall’adesione ai trattati.” Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha espresso preoccupazione riguardo a questa evoluzione.

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