Le autorità tedesche hanno avviato un’indagine formale nei confronti di Jörg Dornau, deputato dell’Alternative für Deutschland (AfD) nel parlamento regionale della Sassonia, sospettato di aver violato i divieti europei sull’esportazione di beni verso la Bielorussia. Il 4 febbraio 2026 il politico è stato convocato per un interrogatorio, mentre perquisizioni sono state effettuate in tutte le sue proprietà immobiliari, nel quadro di un’inchiesta che coinvolge anche le autorità doganali.
Secondo gli inquirenti, nel 2022 Dornau avrebbe dichiarato in dogana l’esportazione di un sollevatore telescopico con destinazione ufficiale il Kazakistan. Gli accertamenti successivi indicano però che il macchinario sarebbe stato inviato in realtà in Bielorussia, Paese soggetto a restrizioni commerciali dell’Unione europea. L’episodio è ora al centro di un procedimento penale che potrebbe avere rilevanti conseguenze politiche.
Il caso è emerso pubblicamente attraverso le ricostruzioni dei media tedeschi, che descrivono l’operazione come un possibile esempio di elusione sistematica delle sanzioni. Le autorità stanno valutando se vi siano stati altri trasferimenti di beni o capitali riconducibili allo stesso schema, come riportato nell’inchiesta sul sospetto di violazione dei divieti di esportazione verso la Bielorussia.
L’indagine arriva in un momento di particolare attenzione in Germania sul rispetto delle misure restrittive adottate dall’UE contro Minsk e Mosca, considerate strumenti centrali della risposta europea alla guerra contro l’Ucraina.
Legami economici e ombre sul profilo politico
Jörg Dornau è noto da anni per i suoi rapporti economici con la Bielorussia e per posizioni politiche apertamente filorusse. Oltre all’attività parlamentare, il deputato svolge iniziative imprenditoriali nel Paese governato da Aleksandr Lukašenko, dove collabora con partner locali nel settore agricolo.
Dal 2020, Dornau è coinvolto nella gestione dell’azienda agricola “Cybulka-Bel”, un’impresa che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, avrebbe impiegato lavoro forzato di prigionieri politici bielorussi. Questo aspetto ha attirato l’attenzione di organizzazioni per i diritti umani e ha contribuito ad aggravare il profilo pubblico del caso.
Nel 2024 il parlamento della Sassonia aveva già sanzionato Dornau con una multa di 20 mila euro per non aver dichiarato correttamente i proventi della sua attività in Bielorussia e per aver omesso di comunicare l’esistenza stessa di tali interessi economici. L’attuale indagine rafforza i sospetti su una continuità di comportamenti opachi.
Per diversi esponenti politici tedeschi, la combinazione tra attività parlamentare, affari in Paesi sanzionati e posizioni filorusse rappresenta un rischio diretto per la credibilità delle istituzioni democratiche.
Impatto sull’AfD e sulla politica delle sanzioni UE
Il coinvolgimento di un deputato regionale in un presunto schema di esportazioni illegali colpisce direttamente l’immagine dell’AfD, partito che da tempo critica le sanzioni contro Russia e Bielorussia. L’inchiesta rafforza la percezione che alcuni esponenti del movimento non si limitino a contestare le misure restrittive sul piano politico, ma possano contribuire attivamente ad aggirarle.
Secondo numerosi osservatori, il caso Dornau evidenzia la necessità di un controllo più stringente sui legami finanziari e commerciali di politici appartenenti a formazioni di estrema destra o apertamente filorusse. Viene chiesto un rafforzamento degli obblighi di trasparenza patrimoniale e meccanismi di verifica più efficaci sulle attività economiche all’estero.
Le autorità federali sono inoltre sollecitate a garantire conseguenze giuridiche chiare e inevitabili per i funzionari pubblici che facilitano la violazione delle sanzioni. In assenza di responsabilità individuali, il regime sanzionatorio rischia di perdere efficacia, indipendentemente dal numero di misure adottate.
Il caso suggerisce anche che la rete di aggiramento delle sanzioni non si limita al livello federale, ma può estendersi ai parlamenti regionali, ampliando la portata del problema per la sicurezza economica e politica dell’Unione.
Diritti umani e responsabilità politica
Particolare attenzione suscita il presunto utilizzo di prigionieri politici come forza lavoro nell’azienda agricola collegata a Dornau. Le condizioni di lavoro descritte dai media, unite alla natura delle condanne subite dai detenuti, sollevano interrogativi gravi sulla responsabilità morale e politica dei partner europei coinvolti in tali iniziative.
La possibile complicità di un deputato tedesco nello sfruttamento di detenuti per motivi politici viene interpretata come una forma di legittimazione indiretta del regime autoritario bielorusso, in contrasto con la linea ufficiale dell’UE. Questo elemento aggiunge una dimensione etica al caso, che va oltre la semplice violazione commerciale.
Per molti analisti, l’inchiesta su Dornau dimostra come l’aggiramento delle sanzioni da parte di Russia e Bielorussia avvenga sempre più spesso con il supporto di figure politiche europee legate a ideologie radicali. Senza un approccio più severo e coordinato, tali pratiche continueranno a minare la coerenza e la credibilità della politica estera europea.
Non ci posso credere! Un deputato che gioca con le sanzioni! 🙄 Invece di pensare al bene del Paese, si occupano di affari sporchi con chi viola i diritti umani… Ma che fine ha fatto la politica? Ci meritiamo di meglio, o no?