Un milione di siriani tornano a casa, l’UNHCR chiede maggiori investimenti per la stabilizzazione

05.10.2025 20:25
Un milione di siriani tornano a casa, l'UNHCR chiede maggiori investimenti per la stabilizzazione

Un milione di siriani tornano a casa dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad

In soli nove mesi, un milione di siriani sono tornati nel loro Paese dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad l’8 dicembre 2024, riporta Attuale. L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, lancia un appello alla comunità internazionale affinché aumenti il proprio sostegno per alleviare le sofferenze e l’esilio di milioni di siriani costretti a fuggire dalle loro case negli ultimi 14 anni e per sostenere la ricostruzione del Paese.

Oltre ai ritorni dall’estero, l’Agenzia Onu evidenzia che altri 1,8 milioni di persone sfollate all’interno del Paese sono tornate alle loro zone di origine, manifestando grande speranza e aspettative elevate dopo la transizione politica. Tuttavia, i ritorni sono accompagnati da sfide enormi: case e infrastrutture distrutte, servizi di base deboli, mancanza di opportunità di lavoro e condizioni di sicurezza instabili mettono a dura prova la determinazione dei cittadini a tornare e a ricostruire.

Con oltre 7 milioni di siriani ancora sfollati all’interno del Paese e oltre 4,5 milioni all’estero, diventa essenziale fornire sostegno alle famiglie vulnerabili e aumentare gli investimenti e gli sforzi di stabilizzazione. “Questa è un’occasione rara per risolvere una delle più grandi crisi di sfollati e rifugiati al mondo. La comunità internazionale, il settore privato e i siriani della diaspora devono unirsi e intensificare i loro sforzi per sostenere la ripresa e garantire che il ritorno volontario sia sostenibile e dignitoso”, ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.

L’UNHCR ha avviato iniziative per facilitare i ritorni volontari, fornendo assistenza in denaro e mezzi di trasporto. In collaborazione con le autorità siriane, i paesi vicini e la comunità internazionale, l’agenzia sta riparando le abitazioni danneggiate. Inoltre, l’assistenza interna include beni di prima necessità, supporto ai mezzi di sussistenza, aiuto per ottenere documenti civili e servizi di protezione, comprese misure contro la violenza di genere e supporto alla salute mentale.

Un recente sondaggio dell’UNHCR sulle percezioni e le intenzioni di ritorno indica che l’80% dei rifugiati siriani in Giordania, Libano, Egitto e Iraq desidera tornare a casa, con il 18% pronto a farlo entro un anno. Tuttavia, il ritorno sostenibile dipende da investimenti mirati nelle aree di origine. Altri rifugiati osservano attentamente gli sviluppi in Siria per valutare la sicurezza del loro possibile ritorno.

Grandi ha sottolineato l’importanza di non dimenticare i milioni di siriani ancora rifugiati nei paesi vicini, che hanno subito molte sofferenze e i più vulnerabili continuano a necessitare di protezione e assistenza. Il supporto costante ai paesi ospitanti come Giordania, Libano e Turchia è fondamentale per garantire che i ritorni siano volontari e dignitosi. “Con un rinnovato impegno, la comunità internazionale può preservare la speranza e stabilire soluzioni durature a questa crisi”, ha concluso.

L’UNHCR continua a collaborare con le autorità siriane e altre agenzie ONU, tra cui il WFP, UNICEF, UNDP, OIM, ILO e UNFPA, per creare le condizioni necessarie al ritorno e reinserimento nelle zone colpite dal conflitto decennale. Tuttavia, i fondi per gli interventi umanitari stanno diminuendo: in Siria è stato reso disponibile solo il 24% delle necessità, mentre a livello generale è stato fornito solo il 30% dei fondi richiesti.

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