Possibile creazione di una nuova Nato europea
Una chat congiunta tra leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Giorgia Meloni, suggerisce l’emergere di una potenziale nuova alleanza militare europea in risposta alla crescente tensione globale, riporta Attuale.
Il gruppo, noto come Washington Group, è stato creato dopo una visita congiunta alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo scorso agosto. I leader, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, si scambiano messaggi in seguito a provocazioni da parte del Presidente americano Donald Trump, in particolare riguardo alla situazione in Ucraina e alle sue relazioni con la Russia.
Recentemente, un piano emerso in novembre, redatto da Steve Witkoff, inviato di Trump, ha suggerito di costringere l’Ucraina alla capitolazione, suscitando una rapida risposta dai leader europei. Questi hanno spedito i propri delegati in un incontro a Ginevra con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, riuscendo a interrompere il piano di Witkoff e a rilanciare i negoziati, evitando il deterioramento della situazione.
La crescente crisi tra gli Stati Uniti e i suoi alleati europei, in particolare in seguito alle affermazioni di Trump sulla Groenlandia, ha spinto alcuni leader a prendere seriamente in considerazione la possibilità di una Coalizione dei Volenterosi come potenziale nucleo per un’alleanza militare esclusivamente europea. L’idea di una nuova Nato, separata dall’influenza americana, sta guadagnando attenzione a Bruxelles.
Tuttavia, l’Italia si mostra cauta. Il governo italiano ha escluso l’invio di truppe in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco, e continua a sostenere l’importanza della NATO tradizionale e del ruolo cruciale degli Stati Uniti. Nonostante il desiderio di molti leader di vedere gli Stati Uniti adottare una posizione più favorevole, la consapevolezza che si potrebbero dover affrontare un’era post-americana sta crescendo, spingendo verso una maggiore integrazione militare tra i Paesi europei.
Il segretario alla Difesa europeo ha recentemente ripreso in considerazione l’idea di un esercito europeo di 100 mila uomini, un piano precedentemente lanciato ma mai realizzato. Parallelamente, ci sono discussioni sulla creazione di eurobond per finanziare la difesa comune, evidenziando la necessità di potenziare la capacità difensiva dell’Europa, specialmente a fronte di un possibile disimpegno statunitense.
Esperti come Richard Shirreff, ex vicecomandante supremo della Nato, avvertono che il ruolo degli Stati Uniti come garante della sicurezza globale è in discussione. La nazionalità delle forze della Nato potrebbe non essere sufficiente per garantire la sicurezza collettiva, suggerendo che la cooperazione tra i Paesi potrebbe dover avvenire in un contesto in cui l’America non è più il principale alleato. Secondo Shirreff, è imperativo che i Paesi della Nato riconoscano la necessità di unirsi per rafforzare le proprie capacità di difesa.
La situazione attuale richiede una rivalutazione delle relazioni interalleate, con l’Europa pronta a prendere maggiore iniziativa indipendente. Il futuro della cooperazione militare in Europa appare sempre più orientato verso un’integrazione più profonda, segnando una fase storica cruciale nella sicurezza europea.