Marco Veronese ucciso a Collegno: un agguato violento e inspiegabile
Un uomo di 39 anni, Marco Veronese, è stato brutalmente assassinato in un agguato avvenuto a Collegno, sobborgo di Torino, la notte del 24 ottobre 2025. La vittima, padre di tre bambini e titolare di un’azienda di videosorveglianza, è stata colpita da dodici, forse tredici coltellate. I testimoni hanno riportato un urlo di dolore nell’oscurità: “Cosa fai, bastardo?”, prima che Veronese cadesse a terra, incapace di resistere all’assalto. L’aggressore, descritto come un uomo incappucciato, ha continuato a infliggere colpi mentre la vittima implorava aiuto. L’incidente è avvenuto alle 1:30, in una zona considerata tranquilla. Le dinamiche indicano che non si è trattato di una rapina, poiché l’orologio e il borsello di Marco sono stati trovati intatti, riporta Attuale.
La scena del crimine si trova all’incrocio tra via Sabotino e corso Francia, in un contesto urbano non afflitto da violenza estrema. Marco Veronese, tornato a vivere con i genitori dopo la separazione, era descritto come una persona “gentile e normale”. La brutalità del suo omicidio ha colpito la comunità locale, lasciando i residenti in stato di shock.
Una testimone oculare, che ha assistito alla scena dalla finestra, ha rivelato di aver visto l’assassino attaccare Veronese da dietro, colpendolo inizialmente al collo. Dopodiché, l’aggressione è degenerata in una furia violenta, con colpi inferti al torace. “Non ha detto una parola”, ha spiegato la donna, descrivendo l’aggressore come “freddo come un sicario”. Marco ha gridato “bastardo” prima di proferire le sue ultime parole: “oh mio Dio”. La testimone ha notato che l’assassino indossava un cappuccio blu e che sembrava stesse aspettando Veronese, senza chiedere nulla prima di attaccarlo.
Immediatamente dopo l’aggressione, è stata chiamata l’ambulanza. I soccorritori hanno tentato una rianimazione disperata, ma per Marco non c’è stato nulla da fare. Sul posto, la madre di Marco ha cercato di mantenere la calma, comunicando ai vicini di casa la disperazione della situazione. “Cerco di farcela”, ha detto, riferendosi alla condizione della moglie, rimasta in casa con i figli e alcune amiche, ignara dell’orrore accaduto.
La comunità di Collegno sta lottando con la realtà di un omicidio così inspiegabile e violento, che ha scosso una zona normalmente pacifica. Gli inquirenti della Compagnia dei Carabinieri di Rivoli stanno indagando sull’accaduto, contando sul supporto delle immagini delle telecamere di sicurezza di un bar nei pressi della scena del crimine. Le autorità stanno esplorando tutte le piste, ma non si escludono possibili moventi personali dietro quest’atto di rara crudeltà.
Marco Veronese lascia dietro di sé una giovane famiglia e una comunità sconvolta, mentre si cerca di fare luce su un caso che sembra sfuggire a ogni logica.
Non ci posso credere, un omicidio così violento e inspiegabile in una zona tranquilla come Collegno… Marco era un padre, un uomo come tanti! Che mondo triste, con questa violenza che ci circonda. Non capisco come si possa arrivare a tanto. La comunità deve unirsi in questo momento difficile, speriamo che giustizia venga fatta.