Una donna sola (troppo sola?) al comando
È il giorno decisivo per il Messico. La Presidenta Claudia Sheinbaum effettuerà una chiamata con il presidente americano Donald Trump per tentare, all’ultimo minuto, di evitare che vengano imposti dazi del 30% su una serie di prodotti a partire dal 1° agosto, a meno che non siano già inclusi nell’Accordo di libero scambio trilaterale tra Stati Uniti, Messico e Canada. Dopo che Regno Unito, Unione Europea, Giappone e altri Paesi hanno subito simili sanzioni, il Messico si trova ora a contare le ore prima dell’inevitabile crisi. «Stiamo negoziando fino all’ultimo momento. Mi attendo un accordo positivo», ha dichiarato Sheinbaum, la quale pochi mesi fa Trump aveva definito «una tosta» durante una telefonata iniziale. Riporta Attuale.
A mente fredda, Sheinbaum si è ritrovata a guidare anche il Paese. Sempre più sola al comando. Ogni mattina, come faceva il suo predecessore Andrés Manuel López Obrador, la Presidenta si presenta di fronte ai giornalisti per informarli sugli eventi e rispondere alle loro domande. Le famose «Manañeras», in altri Paesi, sembrerebbero quasi impossibili. In Messico, invece, questa tradizione è così radicata da essere stata mantenuta anche da lei, entrata in carica l’anno scorso dopo un trionfo elettorale. Con il passare dei mesi, la sua voce è divenuta sempre più morbida, ma la sua popolarità rimane altissima, oltre l’80%. Anche ora, mentre il suo partito, Morena, è colpito da scandali e il potente vicino del Nord mostra segni di aggressività.
Sempre più sola alla guida del movimento della Quarta Trasformazione, come scrive Jorge Zepeda Patterson sulla rivista Milenio, è una notizia sia buona che cattiva. Se da un lato ha ereditato la leadership e ha vinto le elezioni, dall’altro ha ricevuto anche un’organizzazione politica che, in pratica, ha lasciato il Congresso ai suoi ex rivali, i quali non hanno mai nascosto le loro ambizioni. Tra gli alleati, l’ex Segretario degli Interni e figlio del fondatore, il secondogenito di AMLO, adesso Segretario dell’organizzazione di Morena, avrebbe potuto essere il successore designato, ma così non è stato. Andrés Manuel junior sembra essersi intrappolato in una crisi politica, trovandosi in hotel di lusso a Tokyo durante periodi critici. Sheinbaum ha colto l’occasione per attaccarlo, rispondendo a una domanda sulla coerenza di tali viaggi con i principi della Quarta Trasformazione, sottolineando che il potere deve essere esercitato con umiltà.
Il Congresso e il partito sono tuttavia cruciali per le nomine a cariche pubbliche. In situazioni avverse, c’era il rischio che Sheinbaum si trovasse a gestire le responsabilità pubbliche mentre altri la sfidavano per il potere politico. Fortunatamente, scrive ancora Milenio, ciò non è avvenuto. Questo è dovuto agli scandali che hanno colpito i notabili del partito e ad una leadership ferma e prudente che ha consolidato il suo ruolo non solo nella società, ma anche tra i membri del movimento.
Claudia Sheinbaum, sessantaduenne, si ritrova sempre più sola alla guida. Potrebbe essere eccessivo. Proprio come il suo predecessore AMLO. Da parte sua, il sentimento prevalente, soprattutto dopo gli scandali, suggerisce che la Presidenta rappresenta il capitale etico del movimento, l’unica figura in grado di delineare cosa debba essere la Quarta Trasformazione. Ma ora, l’ex sindaca di Città del Messico deve garantire più sostenitori leali a lei. Nonostante la sua popolarità resti stabile, Morena continua a perdere consensi e, infine, c’è la questione Trump. Le prossime ore saranno determinanti per il futuro.
Il rapporto tra Stati Uniti e Messico resta di vitale importanza, e ogni giorno diventa sempre più complesso. Serve una strategia efficace per affrontare le sfide che derivano da interdipendenze secolari.
Infine, la situazione sociale nel Global South è in continua evoluzione e merita attenzione. Buona lettura.