Blocco dell’invio della Guardia Nazionale da parte di una giudice federale negli Stati Uniti
In un episodio senza precedenti, una giudice federale dell’Oregon, Karin Immergut, ha bloccato l’invio della Guardia Nazionale ordinato da Donald Trump, affrontando direttamente l’autorità presidenziale. Questa decisione segna un cambiamento rispetto alle precedenti sospensioni degli ordini presidenziali, stabilendo un precedente giuridico significativo, riporta Attuale.
La controversia riguarda l’invio dell’esercito a Portland, la città più grande dello stato dell’Oregon, dove il governo locale ha intrapreso un’azione legale contro l’amministrazione Trump. La giudice Immergut aveva precedentemente emesso provvedimenti temporanei di sospensione all’inizio di ottobre, ora convertiti in una sentenza definitiva. Nelle motivazioni, Immergut ha statuuto che non sussistevano le condizioni legali necessarie, in particolare evidenziando l’assenza di un rischio di ribellione che giustificherebbe l’azione militare.
Tradizionalmente, la Guardia Nazionale è impiegata per rispondere a situazioni di emergenza e per il ripristino dell’ordine civile nei casi di gravi disordini. Tuttavia, sotto la presidenza di Trump, l’uso della Guardia Nazionale è stato proposto per affrontare le tensioni in alcune città governate dai Democratici, tra cui Los Angeles e Washington, con la giustificazione di proteggere gli agenti dell’ICE dalle manifestazioni. Questa iniziativa, secondo analisi esperte, sembra mirare ad una espansione dei poteri presidenziali.
La giudice ha trovato che le manifestazioni fuori dalle strutture dell’ICE erano prevalentemente pacifiche, contraddicendo le affermazioni del governo federale che cercava di giustificare la mobilitazione delle forze armate. Va notato che Immergut, nonostante sia stata nominata da Trump, ha preso una posizione che potrebbe riflettere la crescente tensione politica e giuridica nel paese. L’amministrazione Trump ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro questa decisione, il che suggerisce che la questione avrà probabilmente un futuro approdo alla Corte Suprema, vista anche l’attualità di diversi ricorsi presentati da altre giurisdizioni.