La tensione continua in Medio Oriente: le ultime sulla guerra tra Iran e Stati Uniti
È giunto l’undicesimo giorno della guerra in Medio Oriente e la nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche, riporta Attuale. Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito l’Iran di non porre mine navali nello stretto di Hormuz, una rotta cruciale che ha visto il traffico marittimo bloccato e le esportazioni di idrocarburi dai paesi del Golfo fermarsi. Le affermazioni di Trump sono arrivate dopo che fonti anonime, riportate da CNN e CBS, hanno segnalato il possibile posizionamento di mine da parte dell’Iran. Sebbene Trump abbia negato che ciò stia accadendo, ha confermato che gli Stati Uniti hanno distrutto recentemente almeno dieci imbarcazioni iraniane capaci di posizionare tali mine.
Lo stretto di Hormuz è stato al centro di una controversia: il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha scritto e poi rimosso un tweet in cui affermava che gli Stati Uniti avevano scortato una petroliera attraverso lo stretto, una prima operazione di questo tipo dall’inizio della crisi, contraddetta sia dalla marina che dal governo americano.
Le dichiarazioni di Trump, simili a quelle di Wright, potrebbero mirare a far scendere il prezzo del petrolio, dato che prima dell’inizio del conflitto, un quinto del petrolio venduto a livello globale passava per lo stretto di Hormuz.
I bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele sull’Iran sono proseguiti, con il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha dichiarato che martedì sarebbe stato “il giorno più intenso di attacchi” dall’inizio della guerra. Per la prima volta, gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni su Israele, mostrando di avere obiettivi discordanti, chiedendo al governo israeliano di evitare attacchi ai depositi di carburante iraniani come quelli che hanno causato incendi e grandi esplosioni a Teheran.
In un aggiornamento sul conflitto, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha comunicato che almeno 140 soldati statunitensi sono rimasti feriti dall’inizio della guerra, oltre ai sette già noti come deceduti.
Infine, gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato quasi 700 mila sfollati dall’inizio del conflitto, con l’ultimo attacco concentrato su obiettivi collegati a Hezbollah. L’Iran, dal canto suo, continua a lanciare missili e droni verso Israele e i paesi del Golfo, inclusa la raffineria di Al Ruwais, chiusa dopo un attacco aereo che ha provocato incendi. Il regime iraniano ha escluso nuovamente l’ipotesi di negoziati con gli Stati Uniti.