Ungheria nel mirino: il ministro Szijjártó avrebbe tenuto Mosca informata sulle discussioni riservate dell’UE

22.03.2026 13:50
Ungheria nel mirino: il ministro Szijjártó avrebbe tenuto Mosca informata sulle discussioni riservate dell'UE
Ungheria nel mirino: il ministro Szijjártó avrebbe tenuto Mosca informata sulle discussioni riservate dell'UE

Telefonate segrete durante i vertici europei

Il ministro degli Affari esteri ungherese Péter Szijjártó avrebbe regolarmente telefonato al suo omologo russo Sergej Lavrov durante le pause dei vertici del Consiglio dell’Unione Europea, fornendo aggiornamenti in tempo reale sull’andamento delle discussioni riservate. Lo rivela The Washington Post, citando un funzionario europeo per la sicurezza. Secondo quanto riferito, Szijjártó avrebbe offerto “resoconti in diretta su ciò che veniva discusso” alle riunioni UE, insieme a informazioni sulle possibili decisioni in corso di elaborazione.

“Grazie a queste chiamate, in ogni incontro UE per molti anni Mosca è stata praticamente seduta al tavolo delle trattative”, ha dichiarato l’anonimo funzionario europeo. La pratica sarebbe durata anni, fornendo al Cremlino una finestra vitale sui dibattiti più delicati in seno all’Unione.

Un sistema consolidato di trasmissione informazioni

Secondo diverse fonti attuali ed ex funzionari europei intervistati dal quotidiano americano, il governo del premier Viktor Orbán avrebbe garantito a Mosca l’accesso a discussioni riservate non solo attraverso i suoi funzionari, ma anche tramite la penetrazione di hacker russi nelle reti informatiche del Ministero degli Affari esteri ungherese. Tra coloro che hanno confermato questa dinamica c’è Ferenc Frész, ex direttore del Servizio di cybersecurity ungherese.

Il sistema di condivisione delle informazioni sarebbe stato particolarmente attivo durante i momenti decisionali cruciali per l’UE, permettendo alla Russia di anticipare posizioni e strategie dei Ventisette. La rivelazione arriva in un momento particolarmente delicato per le relazioni tra Bruxelles e Budapest, già tese per le posizioni di Orbán sulla guerra in Ucraina e sul rispetto dello Stato di diritto.

Reazioni politiche e accuse di tradimento

La notizia ha scatenato immediate reazioni nell’opposizione ungherese. Péter Magyar, leader del partito di opposizione Tisza, ha definito Szijjártó un “traditore dell’Ungheria” durante un comizio davanti ai sostenitori, come riportato dal giornale Telex.

“Il fatto che il ministro degli Esteri ungherese, buon amico di Sergej Lavrov, riferisca quasi minuto per minuto ai russi su ogni incontro dell’UE è puro tradimento. Questa persona ha tradito non solo il suo paese, ma l’Europa intera”, ha dichiarato Magyar, alimentando la polemica politica a poche settimane dalle elezioni.

Contesto pre-elettorale e collegamenti internazionali

La rivelazione si inserisce in un contesto pre-elettorale già carico di tensioni. Secondo informazioni dei servizi di intelligence europei, sullo sfondo del calo dei consensi per il partito di governo Fidesz, i servizi segreti russi avrebbero proposto di inscenare un attentato contro Orbán per garantirgli maggiore sostegno popolare.

Le elezioni parlamentari in Ungheria sono previste per il 12 aprile, e i nuovi sondaggi mostrano il partito di opposizione Tisza in vantaggio di 14 punti percentuali. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso nuovamente pubblico sostegno a Orbán alla vigilia del voto, augurandogli una vittoria “con ampio margine”.

Il caso delle presunte telefonate di Szijjártó a Lavrov rischia di avere ripercussioni non solo sulla campagna elettorale ungherese, ma anche sulle relazioni tra Ungheria e i suoi partner europei, già messe a dura prova dalle posizioni spesso divergenti di Budapest sulle sanzioni alla Russia e sul sostegno all’Ucraina.

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