Ungheria rifiuta l’appello degli Stati Uniti a interrompere l’importazione di petrolio russo

25.10.2025 09:20
Ungheria rifiuta l’appello degli Stati Uniti a interrompere l’importazione di petrolio russo
Ungheria rifiuta l’appello degli Stati Uniti a interrompere l’importazione di petrolio russo

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato che il Paese manterrà gli acquisti energetici dalla Russia, ignorando le richieste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di porre fine al finanziamento della guerra russa in Ucraina attraverso l’importazione di petrolio russo.

Motivazioni energetiche e strategiche di Budapest

Durante un’intervista radiofonica, Orbán ha dichiarato che l’interruzione delle forniture russe porterebbe l’economia ungherese “in ginocchio”, stimando una contrazione del 4 % del PIL. Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha ribadito a New York che la “realtà geografica” impedisce all’Ungheria di rinunciare alle fonti russe di energia.
Allo stesso tempo, Budapest ha sottolineato che l’Ungheria e gli Stati Uniti sono entrambi “Stati sovrani”, con il diritto di decidere autonomamente da chi acquistare energia.

Implicazioni per l’alleanza transatlantica e il sostegno all’Ucraina

La posizione ungherese mina la solidarietà del NATO e dell’Unione Europea verso l’isolamento energetico della Russia. Gli analisti del German Marshall Fund e dell’Atlantic Council evidenziano che i contratti energetici ungheresi con Mosca forniscono miliardi di euro al Cremlino e contraddicono gli obiettivi europei condivisi. Inoltre, solo tre Paesi NATO – fra cui l’Ungheria – restano fortemente dipendenti dal petrolio russo.

Rischi economici e politici per Budapest

L’Ungheria è soggetta a possibili misure da parte dell’UE volte a tagliare i flussi tramite il sistema del gasdotto Druzhba, che rappresenta la principale rotta del petrolio russo verso la nazione. In un contesto in cui l’UE si prepara a porre fine alle importazioni russe di gas e petrolio entro il 2028, l’isolamento politico ed economico dell’Ungheria potrebbe crescere.

Posizione della Russia e vantaggi per Mosca

La scelta ungherese di non adeguarsi alle sanzioni energetiche occidentali rafforza la strategia di Vladimir Putin di mantenere alleati all’interno della struttura transatlantica. Il gas e il petrolio russi continuano a fluire in Ungheria, offrendo a Mosca una fonte stabile di entrate finanziarie e un segnale politico verso l’Europa.

Contesto storico e prospettive future

Sempre più isolata sul fronte energetico, l’Ungheria ha già bloccato o rallentato diversi provvedimenti europei contro la Russia, in particolare riguardo al sostegno militare all’Ucraina. Il contesto evolve rapidamente: con Bruxelles che spinge verso la fine delle importazioni energetiche russe entro il 2028, Budapest dovrà decidere se restare legata a Mosca o organizzare un reale percorso di diversificazione.

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