Crisi umanitaria in Libano: oltre 1 milione di sfollati a causa dell’aggressione israeliana
Più di 1 milione di persone sono state sfollate dal Libano a causa dell’attuale escalation del conflitto con Israele, con almeno 370 mila bambini tra i colpiti, riportano Attuale. Gli ultimi dati indicano che 121 di questi bambini sono stati uccisi e 395 feriti dai bombardamenti incessanti delle forze israeliane, secondo informazioni aggiornate al 27 marzo. La situazione educativa è gravemente compromessa, con oltre 115 mila alunni impossibilitati a frequentare la scuola, che sono state trasformate in centri di accoglienza. Inoltre, infrastrutture vitali, come ospedali e sistemi idrici, sono stati distrutti dai bombardamenti.
Marcoluigi Corsi, rappresentante per il Libano dell’Agenzia Onu per l’Infanzia e l’Adolescenza (UNICEF), ha evidenziato che “almeno 19.000 bambini sono sfollati ogni giorno”, descrivendo la situazione come un fenomeno di sfollamento di massa che separa famiglie e svuota comunità intere. “In meno di un mese, circa il 20% della popolazione del Libano è stata sfollata”, ha dichiarato. La tempestività e la scala dell’evento sollevano preoccupazioni durature, che si protrarranno anche dopo il cessate il fuoco.
“L’esaurimento mentale ed emotivo che grava sui bambini del Libano è devastante”, ha aggiunto Corsi. La crisi subita a seguito delle recenti escalation ha causato un incremento delle ferite psicologiche e un trasporto di paura profonda tra i bambini, che vengono nuovamente costretti a lasciare le loro case senza alcuna possibilità di recupero dal trauma precedente.
Oltre 135.000 sfollati interni hanno trovato rifugio in oltre 660 centri di accoglienza, ma le condizioni rimangono critiche. Molte famiglie vivono in situazioni informali e insicure, con edifici in costruzione e spazi pubblici che non offrono protezione adeguata. La già compromessa crisi economica del Libano ha ulteriormente ridotto le capacità di risposta alle necessità primarie della popolazione colpita.
In diverse regioni, i bombardamenti hanno devastato risorse idriche cruciali, privando decine di migliaia di persone dell’accesso all’acqua potabile. Inoltre, l’istruzione è interrotta per oltre 115.000 studenti a causa della trasformazione delle scuole in centri di accoglienza.
In risposta a questa crisi, l’UNICEF sta fornendo assistenza umanitaria in loco, con oltre 167.000 sfollati che hanno ricevuto beni di prima necessità non alimentari e kit invernali nelle ultime settimane. Sono state fornite anche più di 140 tonnellate di materiali sanitari agli ospedali e sono state attivate unità di assistenza sanitaria per garantire accesso alle cure.
Nonostante questi sforzi, le operazioni umanitarie sono ostacolate da attacchi contro operatori sanitari e da una mancanza di accessibilità in molte zone. “I bambini stanno pagando il prezzo più alto per questo conflitto”, ha affermato Corsi, ribadendo la necessità di garanzie per un accesso umanitario senza ostacoli. La richiesta urgente è quella di porre fine agli attacchi contro le infrastrutture civili e, in particolare, di garantire un cessate il fuoco immediato per i 370.000 bambini sfollati, affinché possano tornare a vivere come dovrebbero.