Tragedia in Gaza: un bambino annega durante un’alluvione in un campo di sfollati
A Gaza, le condizioni di vita stanno peggiorando drasticamente a causa di alluvioni e temperature estreme, con l’ultima vittima, un bambino di sette anni di nome Ata Mai, annegato il 27 dicembre in un campo per sfollati interni a Sudaniyeh, a nord-ovest di Gaza City. Questa morte è stata definita “evitabile” e “tragica” da Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, e si aggiunge a un bilancio di cinque bambini deceduti nel mese di dicembre, riporta Attuale.
Ata e la sua famiglia vivevano in un campo composto da circa 40 tende, che è stato fortemente colpito da piogge incessanti, forti venti e temperature gelide, mettendo in grave pericolo i residenti. Il bambino è scomparso nel pomeriggio, e il suo corpo è stato recuperato solo ore dopo nonostante gli sforzi di ricerca e soccorso. I suoi fratelli sono tutti sotto i dieci anni e la famiglia ha già vissuto la tragedia della perdita della madre durante il conflitto. Attualmente, l’UNICEF fornisce supporto alla famiglia con aiuti essenziali come coperte e teloni.
Questa tragedia mette in luce l’estrema vulnerabilità dei bambini nelle zone più colpite di Gaza, poiché la distruzione quasi totale di case e infrastrutture idriche ha esposto le famiglie alle intemperie. Beigbeder ha sottolineato che le forti piogge e i venti violenti hanno colpito circa 100.000 famiglie che vivono in rifugi precari, mentre sono previste ulteriori precipitazioni e un clima ancora più rigido, aggravando una situazione già critica. Le condizioni nei campi sono descritte dai team dell’UNICEF come spaventose, con tende distrutte e crollate.
Le alluvioni hanno inoltre aumentato il fabbisogno di carburante per il drenaggio delle acque piovane e il pompaggio delle acque reflue. Ad esempio, il livello della laguna di Sheikh Radwan è aumentato da 1,8 a 2,2 metri, richiedendo 7.000 litri di carburante al giorno per prevenire straripamenti.
In risposta all’emergenza invernale, l’UNICEF, in collaborazione con i partner delle Nazioni Unite, ha fornito supporto a migliaia di famiglie colpite. Le misure includono l’installazione di condutture idriche temporanee e la distribuzione di articoli igienici, teloni e coperte, garantendo l’accesso a latrine funzionanti. Le squadre sono anche impegnate a ripulire e riaprire le condutture fognarie e liberare gli scarichi delle acque piovane.
Beigbeder ha affermato che i bambini di Gaza hanno già subito abbastanza sofferenze e hanno diritto a protezione e rifugio sicuro; tutti gli sforzi devono prioritizzare questa esigenza fondamentale. Inoltre, è urgente un ingresso su larga scala di forniture salvavita, comprese quelle che erano precedentemente negate o soggette a restrizioni. L’UNICEF richiede l’introduzione urgente di prodotti chimici per il trattamento dell’acqua, ricambi e altre forniture essenziali per mantenere e riparare i sistemi idrici e fognari in tutta Gaza. È richiesto anche un aumento costante di carburante per evitare allagamenti e gravi rischi per la salute pubblica, incluse epidemie legate all’interruzione della raccolta dei rifiuti solidi.
Non riesco a capire come si possa arrivare a queste situazioni così disperate. Un bambino che affoga in un campo profughi è una cosa inaccettabile. Ma dove sono le istituzioni? È scandaloso pensare che in pieno 2023 ci siano luoghi nel mondo dove i bambini soffrono in questo modo, senza protezione e aiuto.