Unicef: almeno 11 bambini uccisi in attacco a una moschea ad Al Fasher, Sudan

23.09.2025 17:15
Unicef: almeno 11 bambini uccisi in attacco a una moschea ad Al Fasher, Sudan

Attacco aereo in Sudan: 11 bambini uccisi in una moschea

Un attacco con droni ha provocato la morte di almeno 11 bambini durante un raid su una moschea nel campo per sfollati interni di Abu Shouk ad Al Fasher, nel Nord Darfur, il 24 gennaio 2025, riporta Attuale. La notizia tragica è stata diffusa da Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF, che ha definito l’evento “scioccante e inaccettabile”.

Le vittime, bambini di età compresa tra 6 e 15 anni, non solo sono state colpite mentre si trovavano nella moschea, ma anche nelle maison vicine, con molti altri feriti. Russell ha evidenziato la situazione drammatica in cui si trovano i bambini di Al Fasher, sottoposti a un assedio duraturo da parte delle Forze di Supporto Rapido. “I bambini sono intrappolati a causa della violenza, senza accesso a cibo, acqua potabile e assistenza sanitaria”, ha aggiunto, sottolineando i traumi che questi giovani sono costretti a subire.

In un episodio parallelo, un camion cisterna supportato dall’UNICEF è stato colpito mentre trasportava acqua potabile a 8.500 sfollati, inclusi pazienti dell’ospedale Al Saudi, uno dei pochi centri sanitari ancora operativi. Questo rappresenta il terzo attacco a camion dell’UNICEF in tre mesi, esponendo a grave rischio il personale umanitario e le forniture vitali.

“Con Al Fasher sotto assedio, attacchi come questo privano le famiglie di accesso a acqua sicura, in un contesto di crescente malnutrizione infantile e malattie”, ha spiegato Russell. Le famiglie sfollate e gli ospedali dipendono quasi esclusivamente dalla fornitura d’acqua tramite autocisterne; senza queste, molti dovranno ricorrere a fonti d’acqua non sicure, aumentando il rischio di contrarre malattie mortali.

Russell ha sottolineato la tragicità del conflitto, affermando: “È terribile che i bambini continuino a essere uccisi, mutilati e traumatizzati in un conflitto che non hanno causato e non possono controllare”. La Direttrice ha anche esortato le parti in conflitto a cessare gli attacchi e rispettare il diritto internazionale umanitario, evidenziando che “è in gioco la vita dei bambini” e che deve essere avviata un’indagine approfondita sulle atrocità.

“Ogni bambino ha il diritto a vivere in sicurezza”, ha concluso la responsabile UNICEF, ribadendo il supporto ai bambini di Al Fasher e del Sudan. “Non smetteremo di chiedere la loro protezione e di amplificare la loro voce fino a quando la violenza non avrà termine”.

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