Unicredit, l’Unione Europea contesta il golden power del governo Meloni: «Regole violate»

14.07.2025 16:15
Unicredit, l’Unione Europea contesta il golden power del governo Meloni: «Regole violate»

La commissione ha comunicato di attendere ulteriori chiarimenti da parte di Palazzo Chigi, affermando tuttavia che nell’offerta pubblica di scambio non si riscontrano rischi per la sicurezza. La cautela di Palazzo Chigi, riporta Attuale.

Oggi è giunta la lettera della Dg Comp, relativa alla direzione della commissione europea sulla concorrenza, che respinge la decisione del governo Meloni di attivare il golden power per ostacolare l’offerta pubblica di scambio di Unicredit su Banco Bpm. Secondo quanto scritto nella lettera, gli Stati possono impedire operazioni simili quando esiste un interesse legittimo, o se una fusione comporta potenziali rischi per la sicurezza pubblica. Nel caso di Unicredit, però, non ci sarebbe giustificazione e quindi l’attivazione del golden power risulterebbe non conforme all’articolo 21 del regolamento Ue, come chiarito dal portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, dopo l’invio della lettera.

La reazione di Matteo Salvini

Matteo Salvini ha risposto a questa situazione con un atteggiamento deciso, affermando: «Penso che l’Ue abbia questioni più rilevanti su cui concentrarsi, come il dialogo con gli Stati Uniti». Il vicepremier e ministro dei Trasporti, in questa occasione, ha preso posizione a favore di Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia, sottolineando: «Invece di disturbare il governo italiano con questioni come balneari, spiagge, motorini e banche, l’Unione dovrebbe affrontare alcune questioni serie e farlo nel modo giusto. Il dossier è nelle mani del ministro Giorgetti, che ha finora operato in modo impeccabile, e il sistema bancario e creditizio è un bene strategico per il Paese».

La reazione di Palazzo Chigi

La reazione di Palazzo Chigi è stata invece caratterizzata da maggiore cautela. Nella nota si legge: «In seguito alla lettera della Commissione Ue riguardo l’applicazione dei poteri speciali all’offerta di UniCredit per Banco Bpm, il governo italiano risponderà, con spirito collaborativo e costruttivo, ai chiarimenti richiesti, come già fatto in sede giurisdizionale nei termini considerati legittimi dai giudici». Sabato scorso il governo Meloni aveva già ricevuto una sentenza del TAR che rivedeva alcune indicazioni del provvedimento adottato il 18 aprile, pur senza dichiarare illegittima l’attivazione di tale potere straordinario.

La spiegazione della Commissione Ue

Nella nota dell’esecutivo europeo si evidenzia che l’atto del governo potrebbe violare l’articolo 21 del Regolamento Ue. Il riassunto della situazione, incluso nella lettera, chiarisce che «la Commissione ha approvato l’operazione secondo l’Eumre, a condizione di determinate condizioni, il 19 giugno 2025». Questa decisione era stata anticipata dall’attivazione del golden power il 18 aprile, e da una serie di confronti tra la commissione e il governo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno: «Dopo aver analizzato attentamente la risposta italiana, la Commissione conclude preliminarmente che il decreto potrebbe violare l’articolo 21 del Regolamento Ue sul Mercato Interno. La sicurezza pubblica è menzionata come un interesse legittimo nell’articolo 21, paragrafo 4, del Regolamento Ue, ma la Commissione ritiene che la giustificazione attuale possa mancare di motivazione, suggerendo che sarebbe stata necessaria una rivalutazione del decreto prima della sua attuazione». L’Italia dovrà considerare le contromisure in seguito alle ulteriori risposte del governo.

La critica del Pd

Il pronunciamento del TAR del Lazio insieme alla lettera della Commissione europea rappresentano una chiara bocciatura dell’operato del governo riguardo alla questione UniCredit-BPM, come affermato in una nota da Antonio Misiani a nome del Pd: «Il governo dovrebbe riconoscere la realtà e ritirare il golden power. Ciò che è avvenuto attesta il fallimento dell’intervento poco costruttivo dell’esecutivo nel panorama bancario italiano, senza avere una visione strategica, ma solo per logiche di potere. È giunto il momento di fermare questa deriva e tornare al rispetto delle regole e alle normative europee», ha concluso.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere