“Un’unica regola per bere meno: smettere del tutto. Il libro sull’alcol che conquista la Germania”

04.08.2025 08:35
"Un'unica regola per bere meno: smettere del tutto. Il libro sull'alcol che conquista la Germania"

Riflessioni sulla Sobrietà: Un Nuovo Approccio alla Vita

I dati parlano chiaro: anche un consumo ridotto di alcol è associato a vari tipi di cancro. Ma al di fuori di questo, cosa rimane nella nostra vita per la trasgressione?, riporta Attuale.

Da Berlino, la nostra corrispondente ci racconta di un fenomeno in crescita: la decisione di abbandonare completamente l’alcol. In questo contesto, l’opera di Mia Gatow, intitolata Rausch und Klarheit (sbornia e chiarezza), ha catturato l’attenzione del pubblico. La scrittrice non si considera un’alcolista tradizionale; infatti, non ha mai vissuto la drammatica esperienza di «toccare il fondo» legata all’abuso di alcol.

Gatow ha descritto come la sua esperienza di bere sia stata, a lungo, quella di una persona che si concedeva un drink ogni volta che usciva. Quando ha tentato di limitarsi, ha scoperto che era più complicato di quanto avesse immaginato.

«Viviamo in una società dove ci viene costantemente offerto un bicchiere. Per non bere, devi impostare delle regole. La via più semplice è stata per me smettere completamente», spiega. I vantaggi? Innumerevoli. La difficoltà? Per nulla. Secondo lei, la vera sfida sta nel cercare di seguirle.

Queste regole, spesso consigliate da esperti, riflettono una consapevolezza crescente sull’alcol, simile a quella che si è sviluppata riguardo al fumo anni fa. L’idea che non ci sia una quantità di alcol «salutare» e che ogni unità in meno sia preferibile a una in più sta guadagnando terreno. Alcuni di questi consigli includono: niente superalcolici, solo vino; limitare il consumo, non bere prima delle 17; mai da soli o con persone specifiche. Tuttavia, per molti, mantenere queste regole risulta insostenibile.

Ciò ha portato all’emergere di iniziative come il «dry january», un mese di astinenza dopo le emozioni delle festività natalizie. Questo esperimento è considerato un ottimo modo per riflettere sul proprio rapporto con l’alcol, anche se non rappresenta una soluzione alle problematiche legate al consumo. Secondo gli esperti, trascorrere un mese senza bere non significa necessariamente non avere problemi. Molti, infatti, non mostrano sintomi di astinenza.

Durante la sua esperienza, Mia descrive anche la propria educazione in una famiglia dove l’alcol era parte integrante della vita sociale. Il suo libro è arricchito da immagini familiari di convivialità, ma anche da riflessioni più profonde sulla relazione con l’alcol e su come questa possa portare a stati di tristezza e depressione.

Il passo verso la sobrietà è scaturito da un momento di luce per Gatow, quando ha deciso di smettere. «Ognuno ha il proprio fondo; nel mio caso, è stato un postumo di troppo. Non è stata un’esperienza umiliante, ma ho capito che non avrei più dovuto credere alle mie scelte irrazionali», racconta.

Il viaggio verso la sobrietà può quindi essere visto come liberatorio. Mia suggerisce: «A chi si pone delle regole, consiglio di adottarne una sola: non bere affatto». Così ha chiuso la porta al suo passato, iniziando in estate del 2017. In seguito a un’esperienza negativa, ha partecipato a una riunione degli Alcolisti Anonimi, un passo che inizialmente aveva escluso, ma che ha rivelato una similitudine con la sua problematica.

Negli ultimi tempi, la questione della sobrietà ha guadagnato attenzione pubblica. La nutrizionista Silvia Goggi, per esempio, ha avviato un’iniziativa sui social, proponendo l’idea di un’app per monitorare il consumo di alcolici, mettendo in evidenza come un consumo moderato sia legato a gravi problemi di salute, incluso il cancro. Tuttavia, c’è chi si chiede se questa crescente attenzione per la sobrietà non stia sfociando in una fissazione e se ci sia ancora spazio per la trasgressione nelle nostre vite.

Alla fine, il dibattito su quanto e quale alcol sia appropriato nel nostro vivace mondo contemporaneo è più rilevante che mai, facendo riflettere ognuno di noi sul proprio rapporto con il bere.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere