Controversia sulla Legge sul Consenso Informato a Scuola al Parlamento
Roma, 12 novembre 2025 – Mattinata movimentata alla Camera dei deputati dove oggi si discuteva del controverso ddl Valdidara sul consenso informato a scuola. Oggetto del contendere è la nuova disciplina sulle attività di educazione affettiva e sessuale in classe, negata dal nuovo provvedimento alle materne e alle elementari, “salvo casi previsti dalla indicazioni nazionali”, ammessa invece alle medie e al liceo ma solo con “consenso dei genitori”, riporta Attuale.
Dopo giorni di polemiche vivaci da parte del centrosinistra, il ministro è intervenuto in Aula per difendere la legge: “È stato detto che impedirebbe l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse. E’ falso”, ha affermato il ministro, ribadendo che “le indicazioni nazionali già prevedono l’educazione alle differenze sessuali, alla conoscenza degli apparati riproduttivi, dei rischi delle malattie sessualmente trasmesse e dello sviluppo puberale”. Valditara ha accusato l’opposizione di “sfruttare un tema così delicato come quello dei femminicidi”. “Sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi”, ha affermato.
Alla Camera scoppia la bagarre. Quel “’vergognatevi’ deve essere ritirato, parole così indegne non solo sono una offesa alle opposizioni, ma di tutto il Parlamento”, ha replicato Andrea Casu del Pd, subito dopo il discorso di Valditara. Gli ha fatto eco il deputato M5s, Andrea Quartini, che ha parlato di “oltraggio alla democrazia”. Secondo Quartini, è “inaccettabile che un ministro venga in Parlamento a contraddire apertamente la propria funzione. Ciò che rende tutto ancora più grave è l’aggressività e la violenza con cui si è scagliato contro l’opposizione in quest’aula. Un’opposizione che stava semplicemente contestando ciò che è nero su bianco in una proposta di legge regressiva e nociva sul consenso informato.” Anche Riccardo Magi di +Europa ha lamentato una “totale mancanza di rispetto per il parlamento e per le opposizioni”.
“Nelle indicazioni nazionali c’è biologia non educazione sessuale”, ha replicato nel merito Elisabetta Piccolotti di Alleanza Sinistra e Verdi. “Non vi abbiamo mai accusati di voler cancellare la fisiologia, ma l’educazione sessuo-affettiva non c’è. Servono programmi specifici per proteggere i giovani, e voi li negate fino agli 11 anni per poi sottoporli al consenso informato.”
E’ finita che Valditara ha lasciato l’Aula, “per un appuntamento istituzionale in Puglia”, dopo aver ribattuto che “le mie erano affermazioni politiche, non erano rivolte a nessuno di voi in particolare. Spiace se qualcuno di voi è sentito offeso”. Nel frattempo, la discussione a Montecitorio è stata interrotta. “Si è creata una frattura tra Parlamento e governo che non ci permette di andare avanti a votare questo provvedimento. Per questo chiediamo la convocazione di una capigruppo per riorganizzare i lavori”, ha dichiarato Simona Bonafè, del Pd. Alla richiesta si sono associati Avs con Marco Grimaldi e Andrea Quartini, M5s: “Non ci sono più le condizioni per discutere di questo provvedimento, io suggerirei di ritirarlo”.