Vannacci avvia la scissione con Salvini, apre a un possibile nuovo partito

25.01.2026 15:35
Vannacci avvia la scissione con Salvini, apre a un possibile nuovo partito

Roma, 25 gennaio 2026 – Quello che fino a pochi mesi fa veniva descritto da Matteo Salvini come un ‘valore aggiunto’ per la Lega, oggi appare come il nucleo di una scissione imminente. Le ultime dichiarazioni rilasciate dal generale Roberto Vannacci delineano un quadro di rottura ormai consolidato, dove la nascita di una nuova formazione politica – una sorta di ‘AfD all’italiana’ – non è più solo un’ipotesi accademica, ma una possibilità concreta ammessa dallo stesso europarlamentare, riporta Attuale.

Il ‘mai dire mai’ della discordia

A far precipitare i tempi sono state le dichiarazioni rilasciate da Vannacci il 23 gennaio. Alla domanda diretta sulla possibile creazione di un proprio partito, il generale ha risposto con un sibillino: “Mai dire mai nella vita. Non cerco poltrone, ma se qualcuno vorrà premiare il mio impegno non mi sono mai tirato indietro di fronte a nuove sfide”. Parole che, nel linguaggio politico, suonano come un preavviso di sfratto per via Bellerio. Vannacci ha inoltre rimarcato la propria distanza dalla linea di governo su temi chiave, come l’invio di armi in Ucraina, dichiarando apertamente: “Rispetto a Meloni, in molti casi io avrei agito differentemente”.

La reazione della Lega e di via Bellerio

Matteo Salvini, pur mantenendo pubblicamente una linea di cautela, ha iniziato a segnare il perimetro del partito. “La forza della Lega è la squadra, non un capitano o un generale”, ha dichiarato il segretario federale, aggiungendo che “fuori dalla Lega c’è il deserto”. Tuttavia, i segnali di insofferenza interna sono ormai espliciti. I governatori del Nord, da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga, hanno più volte ribadito la necessità di tornare all’identità originaria del movimento, distante dalle tesi identitarie e dai toni del Generale.

Ancora più duro il fronte interno dei parlamentari. Stefano Candiani ha definito il rapporto con Vannacci un ‘matrimonio d’interesse’ ormai esaurito, mentre cresce il malumore per i mancati versamenti dei contributi al partito da parte dell’ufficiale, un dettaglio tecnico che nelle dinamiche della Lega ha spesso preceduto espulsioni o addii clamorosi.

Il ‘campo di battaglia’ delle alleanze

L’indizio definitivo dello smarcamento è arrivato dall’organizzazione di un evento alla Camera dei Deputati, promosso da parlamentari vicini a Vannacci come Domenico Furgiuele, incentrato sul tema della ‘remigrazione’ e aperto a esponenti della destra radicale. L’iniziativa ha sollevato un coro di proteste dalle opposizioni: il Pd ha parlato di ‘sfregio alle istituzioni’, mentre +Europa e Avs hanno accusato la Lega di dare spazio a tesi razziste.

Dall’altro lato del centrodestra, Antonio Tajani ha blindato l’alleato (“Il leader della Lega è Salvini, conta quello che dice lui”), ma è evidente che un’eventuale uscita di Vannacci aprirebbe una competizione a destra che preoccupa anche Palazzo Chigi. Il generale, dal canto suo, prosegue il suo tour per l’Italia, raccogliendo fondi e adesioni attraverso una rete di associazioni che sembrano già la struttura portante del suo futuro ‘movimento dei patrioti’.

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