Roma, 6 febbraio 2026 – La rottura tra Roberto Vannacci, europarlamentare ed ex generale, e Matteo Salvini, leader della Lega, ha assunto toni di conflitto politico e personale, superando il consueto cambio di casacca. Vannacci non solo conferma il suo allontanamento dalla Lega, ma respinge anche la richiesta di dimissioni avanzata da Salvini, affermando sui social: “I voti sono miei“, rivendicando legittimità nella sua decisione e denunciando una disparità di trattamento: perché, si chiede, nessuno ha sollevato lo stesso problema quando altri parlamentari hanno lasciato il Carroccio negli ultimi mesi?, riporta Attuale.
Vannacci chiarisce che la questione riguarda non solo procedure, ma anche identità politica. Valori e coerenza sono centrali nelle sue dichiarazioni successive alla fondazione del nuovo partito, Futuro Nazionale. Secondo Vannacci, la slealtà non sarebbe sua, ma della Lega, accusata di sostenere battaglie prima di votare in direzione opposta, da questioni relative all’Ucraina a temi familiari fino alla legge Fornero.
La dura replica di Salvini
Matteo Salvini ha replicato con toni accesi, affermando che l’articolo 67, che permette l’assenza di vincolo di mandato, “andrebbe cambiato”. Secondo il leader leghista, chi viene eletto con un simbolo dovrebbe rimanere fedele al partito o dimettersi. La sua posizione riflette una combinazione di delusione e preoccupazione politica. “Chi divide il centrodestra finisce in corsia“, ha dichiarato, minimizzando l’uscita di Vannacci come un errore che non influenzerà il percorso della Lega. Tuttavia, la frattura nel partito sembra ampliarsi.
L’esodo dei parlamentari verso il gruppo misto
Oltre all’ex Fdi Emanuele Pozzolo, altri due deputati leghisti, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, annunciano il loro passaggio al gruppo misto, seguendo Vannacci nella sua avventura politica. Hanno comunicato la loro decisione alla presidenza della Camera, esplicitando i motivi del divorzio. Ziello ha sottolineato che il suo emendamento al Dl Ucraina, volto a interrompere le forniture militari all’esercito di Zelensky, non rappresentava la linea del partito. “Interpreto la politica come azione e servizio in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier”, ha affermato Ziello.
In un lungo post, anche Sasso ha comunicato la sua decisione di seguire Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista, rivendicando dodici anni di militanza nella Lega senza convenienze personali e scegliendo di abbandonare un partito di governo “per inseguire un sogno”. Queste dichiarazioni evidenziano come la vicenda di Vannacci non sia un episodio isolato, ma un segnale di un malcontento più profondo che Salvini non può sottovalutare.