Amicizia e Crescita Personale: Il Messaggio di Cicerone
Cigliana*Il brano selezionato dal Ministero per la seconda prova di maturità risponde in modo adeguato alle necessità e alle aspettative dei giovani attuali. Infatti, il tema dell’amicizia occupa una posizione centrale nel processo di sviluppo e di maturazione dei ragazzi, ma non sempre viene trattato con la gravità necessaria. Il testo proposto, che risale al I secolo a.C., conserva un’inaspettata attualità poiché si relaziona con problemi concreti della società moderna: fino a che punto l’amicizia è influenzata dalle nostre debolezze e dalla scarsità di risorse, dando origine alla possibilità di ricevere o offrire supporto? Fino a che livello si basa su principi morali e sulla genuina volontà di instaurare relazioni sincere e significative? Questa riflessione è particolarmente pertinente, riporta Attuale.
Il pensiero di Cicerone è inequivocabile. L’amicizia richiede, in effetti, l’amore, come suggerisce la stessa etimologia della parola ‘am’, e ciò implica che nasca da un sentimento virtuoso di condivisione di valori e obiettivi, lontano da scelte opportunistiche e da interessi egoistici, fondandosi su lealtà e fiducia. In conclusione, sono l’apertura dell’anima e la predisposizione a un’interazione autentica a definire i contorni dell’amicizia.
Da un punto di vista lessicale, le parole chiave assumono un’importanza decisiva: amor, benevolentia, utilitates, simulatio amicitiae. Nella vera amicizia non c’è spazio per il finto o l’apparente; tutto deve essere autentico e volontario. Questa è la ragione per cui è cruciale il sensus amandi. Tale predisposizione è presente anche negli animali, ma è propria dell’essere umano: quando incontriamo qualcuno che condivide le nostre capacità e i nostri valori, ci appare quasi di individuare in lui un’aura di rettitudine e virtù, una evidentissima luce di onestà e correttezza, tanto che, per virtù e bontà, riusciamo a provare affetto anche per chi non abbiamo mai incontrato. Tuttavia, oltre a questo linguaggio così ricco, le strutture sintattiche del testo risultano ben comprensibili e, nel loro complesso, facilmente trasferibili in italiano, mantenendo la medesima carica espressiva: interrogative dirette e indirette, subordinate causali, conseguenziali e relativi con valore consecutivo.
*già docente di Letteratura latina e greca al liceo Michelangiolo di Firenze