Risultati elettorali storici in Ungheria: vittoria dell’opposizione e sconfitta di Orbán
In Ungheria si sono tenute ieri le elezioni parlamentari, con una partecipazione elettorale record del 78%. Il partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, ha ottenuto una vittoria netta, segnando la prima sconfitta del primo ministro Viktor Orbán dopo 16 anni di governo. Orbán, leader del partito conservatore e populista Fidesz, ha definito i risultati «dolorosi ma chiari» e ha riconosciuto la vittoria di Magyar, riporta Attuale.
Il nuovo Parlamento ungherese, composto da 199 seggi, vedrà assegnati 138 a Tisza, 55 a Fidesz e 6 al partito di estrema destra Movimento Nostra Patria (Mi Hazánk Mozgalom). Questa vittoria consente a Tisza di ottenere una maggioranza di almeno due terzi dei seggi necessari per approvare le riforme legislative più significative.
I seggi sono aperti dalle 6 del mattino fino alle 19, e l’affluenza è stata superiore alle aspettative, segnando il livello più alto nella storia post-comunista dell’Ungheria; nel 2022, la partecipazione era stata solo del 69%. Il precedente record risaliva al 2002, con una partecipazione del 73,5%.
Mentre le urne erano ancora aperte, Orbán e la sua coalizione hanno accusato l’opposizione di brogli. Tuttavia, con il risultato della vittoria di Tisza ormai chiaro, Orbán ha pubblicamente ammesso la sconfitta, e Magyar ha confermato di aver ricevuto una telefonata di congratulazioni dal premier uscente.
Da quando è stato eletto primo ministro nel 2010, Orbán aveva sempre dominato le elezioni grazie al controllo del suo partito sulle istituzioni e sui media. Tuttavia, questa volta le elezioni sono state disputate in un contesto differente, con Magyar che ha tenuto comizi in tutto il paese e ha attirato un forte supporto popolare. Vari partiti di opposizione hanno anche invitato i loro elettori a sostenere lui.
Nonostante condivida con Orbán una visione conservatrice, Magyar ha focalizzato la sua campagna su due temi principali: la corruzione all’interno del governo e il controllo esercitato da Fidesz sulle istituzioni pubbliche. Le paure degli oppositori riguardo alla governabilità di Tisza, anche se vincente, derivano dalla complessità delle leggi cardinali introdotte da Orbán, che richiedono due terzi dei voti parlamentari per modificare leggi chiave, inclusi gli ambiti della giustizia e dei media.
Con più di 133 seggi, Magyar avrà sufficiente potere per intervenire in queste aree, anche se le sue leggi potrebbero essere ostacolate dai tribunali, spesso controllati da alleati di Orbán.
La vittoria di Magyar potrebbe avere implicazioni significative non solo per l’Ungheria, ma anche per l’Unione Europea, dato che Orbán ha spesso ostacolato l’approvazione di aiuti all’Ucraina e ha ritardato decisioni cruciali dell’Unione. Magyar è visto come un politico più filoeuropeo e meno legato alla Russia rispetto a Orbán, anche se ha mantenuto una cautela riguardo a questioni di politica estera.
Nelle stesse ore della vittoria, migliaia di cittadini a Budapest hanno celebrato nella capitale, riempiendo le strade in segno di festeggiamento per la fine del governo di Orbán.
Negli ultimi 16 anni, il governo di Orbán e Fidesz ha concentrato enormi poteri, controllando i media, il sistema giudiziario e altre istituzioni fondamentali. Magyar ha insistito sulla necessità di rovesciare il regime di Orbán per poter ripristinare una democrazia funzionale in Ungheria.