Violenza a Prato: operai in sciopero aggrediti dai titolari dell’azienda ‘L’Alba’

17.09.2025 06:56
Violenza a Prato: operai in sciopero aggrediti dai titolari dell'azienda 'L’Alba'

Violenze a Prato: operai in sciopero aggrediti

Scene di violenza si sono verificate a Prato, dove operai in sciopero sono stati aggrediti dalla titolare di un’azienda albanese, ‘L’Alba’, in via delle Lame. L’incidente, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha vissuto un’accelerazione drammatica quando la proprietaria ha cercato di sciogliere il presidio, aggredendo fisicamente i lavoratori, riporta Attuale.

Da diversi giorni, gli operai, supportati dal sindacato autonomo Sudd Cobas, stavano protestando per salari equi e condizioni di lavoro dignitose. La tensione è scoppiata quando la titolare ha distrutto i gazebo allestiti per la protesta, dando il via a una rissa. “Stiamo assistendo a violenze e intimidazioni”, hanno dichiarato Francesca Ciuffi e Luca Toscano di Sudd Cobas, segnalando che un operaio è rimasto ferito e necessitava di cure ospedaliere.

Il numero degli infortunati è salito rapidamente: un operaio in ospedale e la titolare soccorsa in codice rosso. Nonostante gli incidenti, l’attività nel distretto della moda è proseguita. “Questo evento segue l’attacco subito a Seano un anno fa”, ha dichiarato il sindacato, evidenziando come le violenze contro chi esercita il diritto di sciopero non possano più essere tollerate. Hanno sollecitato la cittadinanza e le istituzioni a reagire e a mobilitarsi contro tali atti.

La situazione riflette un contesto più ampio caratterizzato da appalti e subappalti nel settore della moda, dove i diritti dei lavoratori sono frequentemente violati. “Questi eventi segnalano un problema serio che non possiamo ignorare”, ha commentato il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, sostenendo che i diritti dei lavoratori, in particolare il diritto di sciopero, devono essere difesi e protetti. Le sue parole sottolineano l’urgenza della situazione: “Il moltiplicarsi di questi episodi è motivo di preoccupazione e indignazione”.

Il crescente clima di violenza e intimidazione contro i lavoratori rappresenta una minaccia per i diritti civili e il buon funzionamento della democrazia lavorativa in Italia. La comunità è chiamata a unirsi in difesa dei diritti fondamentali, affinché episodi simili non si ripetano mai più.

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