Virus del West Nile: il ruolo di colombacci, merli e cornacchie

10.08.2025 08:16
Virus del West Nile: il ruolo di colombacci, merli e cornacchie

Il Dallagare della West Nile e il Ruolo delle Zanzare in Italia

Roma, 10 agosto 2025 – I dati recenti indicano chiaramente che le zanzare sono considerati tra gli animali più pericolosi al mondo, a fronte della loro capacità di trasmettere malattie. Con oltre tremila specie di zanzare nel mondo, 60 in Italia e ben 200 di esse capaci di pungere, la situazione si fa allarmante. Tra le specie più recenti che si sono acclimatate nel nostro paese c’è la Aedes japonicus. Mentre esperti si interrogano su quale sarà il loro ruolo nella possibile ‘malattia X’, queste zanzare continuano a veicolare virus come West Nile, Dengue, Zika e Chikungunya, con migliaia di casi segnalati in Cina e un crescente allerta in Europa. Nei giorni con i picchi di febbre del Nilo, ci sono stati nuovi ricoveri in ospedale tra Biella e Trento, il che invita a una riflessione profonda.

Le infezioni legate al virus West Nile stanno aumentando rapidamente in Italia, comportando già sedici decessi, di cui sette concentrati in Lazio e altrettanti in Campania, oltre ad alcuni in Piemonte e Calabria. Fino al 7 agosto, il totale dei casi ha raggiunto 175, con 106 segnalati nel Lazio. Tuttavia, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolinea che la situazione attuale non appare più grave rispetto a quanto osservato negli anni passati.

“Il virus West Nile è presente in Italia da molti anni, specialmente al Nord. La novità è dato dalla sua diffusione, ora centrale tra Campania e Lazio”, afferma Alessandra Della Torre, parassitologa della Sapienza e responsabile della app ‘Mosquito alert’. La causa di questa diffusione rimane incerta. Tra le possibili spiegazioni, si ipotizza che le condizioni climatiche di quest’anno possano aver favorito alcune specie di Culex pipiens, il principale vettore del virus.

Tale situazione è ulteriormente complicata dal fatto che le febbri associate sono difficili da diagnosticare, poiché i medici spesso non considerano questo virus, soprattutto in regioni dove non ci sono stati precedenti focolai. Con il passare del tempo, però, l’attenzione aumenta quando si discutono i sintomi.

Federica Iapaolo, medico veterinario presso il Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali (Cesme) allo Zooprofilattico di Teramo, sottolinea che West Nile ha già mostrato segni di espansione della sua area di distribuzione, con 18 regioni italiane che hanno registrato almeno un focolaio nel corso degli anni. Questo sviluppo non è del tutto sorprendente, poiché la sorveglianza del virus è iniziata nel 2008 e si è dimostrata attiva sia negli uccelli selvatici che nelle specie di zanzare.

La sorveglianza, come spiegato dalla veterinaria, è focalizzata sull’analisi delle specie di uccelli, fra cui gazze, cornacchie e ghiandaie. Date le migrazioni degli uccelli dall’Africa verso il Nord Europa e viceversa, l’Italia si trova nel corso di importanti rotte migratorie. La presenza di dati genetici dei ceppi virali indica che l’infezione è sostenuta principalmente da specie di avifauna stanziali come i colombacci, insieme a tortore e merli.

Le malattie trasmesse dalle zanzare sono numerose: la nostra autoctona Culex pipiens è anche il vettore della Dirofilaria, un parassita nei cani che può causare noduli cutanei o gravi problemi cardiaci. Tuttavia, la infezione più letale in Europa rimane il West Nile, sebbene colpisca meno dell’1% dei casi; malattie come Chikungunya, sebbene non letale, possono provocare dolori intensi e prolungati. Anche la Dengue può divenire mortale all’insorgere di una seconda infezione.

Della Valle, con un profondo interesse per lo studio delle zanzare, promuove l’iniziativa di citizen science. Gli italiani hanno iniziato a conoscere meglio la app ‘Mosquito Alert’, un valido raccoglitore per catalogare le nuove specie, anche quelle aliene, fornendo un importante database di segnalazioni e fotografie. Questa rete di monitoraggio è iniziata in Europa nel 2020, e La Sapienza è stata tra le prime istituzioni a parteciparvi, contribuendo notevolmente al volume di dati raccolti.

La professoressa Della Torre, interrogata su una delle fake news riguardanti le zanzare, sottolinea che una domanda frequente è “a che cosa servono?”, rimarcando l’importanza ecologica di queste creature. Nonostante le zanzare non abbiano un’utilità diretta per l’uomo, svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema, nutrendo pesci e altri animali durante le fasi larvali, e contribuendo alla pollinazione attraverso i maschi. “Anche se spesso consideriamo le femmine solo per le loro punture, sono gli adulti a mantenere l’equilibrio nell’ecosistema. È senza dubbio affascinante osservare che la zanzara tigre ha anche una sua bellezza,” conclude.

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