Visita del Primo Ministro britannico in Cina segna un cambio nei rapporti bilaterali
Questa settimana, il primo ministro britannico Keir Starmer ha compiuto la sua prima visita di stato in Cina dal 2018, incontrando il presidente cinese Xi Jinping. Durante l’incontro, Starmer ha dichiarato la fine di quella che ha descritto come un’«èra glaciale» nelle relazioni tra i due paesi, che negli ultimi anni hanno vissuto tensioni e comportamenti scettici reciproci. Adesso, ha affermato Starmer, il Regno Unito si impegnerà a costruire una relazione più «sofisticata» con la Cina, mirata a promuovere gli interessi di entrambe le nazioni, riporta Attuale.
Starmer ha ricevuto critiche nel Regno Unito per aver mostrato un’eccessiva disponibilità nel rafforzare i legami con la Cina. Tuttavia, egli non è isolato in questa posizione: negli ultimi mesi, numerosi leader occidentali hanno visitato la Cina con intenti simili. Tra questi, il primo ministro finlandese Petteri Orpo, il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente francese Emmanuel Macron, oltre al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. A breve, anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz dovrebbe effettuare la sua prima visita ufficiale nel paese.
Le visite statali di questo tipo sono comuni, considerato che la Cina è la seconda economia mondiale e un importante partner commerciale. Tuttavia, il tempismo ravvicinato suggerisce una strategia piuttosto mirata: mentre gli Stati Uniti di Donald Trump sono percepiti come un alleato inaffidabile, molti governi occidentali cercano di intensificare i propri legami con la Cina, considerata il principale avversario statunitense.
Il premier canadese Mark Carney ha sottolineato l’importanza di una nuova «partnership strategica» con la Cina durante la sua visita a Pechino. Al Forum di Davos, ha enfatizzato la necessità per le nazioni di storia medio-piccola, come Canada e Regno Unito, di diversificare le proprie alleanze, non limitandosi agli Stati Uniti, ma aprendo a paesi non democratici come la Cina.
La situazione del Regno Unito è particolarmente complessa, poiché le tensioni con la Cina sono state amplificate da varie questioni. Alcuni membri del Partito Conservatore stanno vivendo sanzioni cinesi dal 2021 per le loro critiche alle violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione uigura, il che ha comportato il divieto per l’ambasciatore cinese di accedere al parlamento del Regno Unito. Inoltre, ci sono accuse reiterate riguardo alle attività di spionaggio da parte della Cina nel Regno Unito.
Un altro tema delicato è quello di Hong Kong, ex colonia britannica. La detenzione di Jimmy Lai, un noto editore di un giornale di opposizione con cittadinanza britannica, continua a suscitare preoccupazioni tra attivisti, molti dei quali esortano il governo britannico a chiedere la sua liberazione.
Nonostante le divisioni, Starmer ha dimostrato una volontà di modificare la rotta. Prima della sua partenza per Pechino, il suo governo ha dato il via libera alla costruzione di una nuova sede per l’ambasciata cinese a Londra, un grande progetto che secondo i servizi di sicurezza britannici potrebbe essere sfruttato per attività di spionaggio.
Starmer ha informato Xi riguardo le problematiche tra i due paesi, menzionando le sanzioni ai parlamentari britannici e il caso di Jimmy Lai. Ha però insistito nel sottolineare che tali questioni sono state affrontate «rispettosamente», suggerendo così che non occupassero una posizione centrale nel dialogo.
La visita ha portato a risultati economici e diplomatici per Starmer: i dazi sul whisky scozzese sono stati dimezzati, sono stati garantiti investimenti significativi nel settore farmaceutico e si prevede che i cittadini britannici possano viaggiare in Cina senza visto per un massimo di 30 giorni, come già avviene per altri paesi europei, inclusa l’Italia. Inoltre, si sono avviati i negoziati per una possibile visita di stato di Xi Jinping nel Regno Unito, che rappresenterebbe un importante passo diplomatico.
La Cina è ben consapevole dell’importanza di questo incontro per Starmer e del vantaggio che ne deriva per i rapporti bilaterali. Come osservato dall’analista statunitense Bill Bishop, il primo servizio trasmesso dalla TV di stato cinese CCTV ha presentato il dialogo tra Starmer e Xi Jinping con una traduzione che mostrava Starmer in una posizione di deferenza, utilizzando onorifici di solito riservati a chi si rivolge a personalità di rango superiore. Nelle edizioni successive, tali onorifici sono stati rimossi.
Che mossa strana del Primo Ministro britannico… La Cina non è proprio il partner ideale, considerando tutte le questioni su diritti umani e spionaggio. Ma chissà, magari è solo un modo per cercare di non allontanarsi troppo dagli USA in un momento così fragile. La vita politica è davvero complicata!