Il 30 luglio 2025 gli Stati Uniti hanno annunciato un pacchetto di sanzioni contro una vasta rete globale di spedizioni petrolifere, accusata di aggirare gli embarghi internazionali per conto di Iran e Russia. Secondo il Dipartimento del Tesoro, il provvedimento interessa più di 50 entità e oltre 50 navi, collegate a un’intricata operazione logistica guidata da Hossein Shamkhani — figlio di Ali Shamkhani, influente consigliere del leader supremo iraniano Ali Khamenei. L’obiettivo dichiarato di Washington è indebolire le fonti di finanziamento che alimentano la repressione interna in Iran e la guerra in Ucraina.
Una flotta fantasma che finanzia regimi autoritari
Secondo quanto reso noto dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC), Hossein Shamkhani ha costruito, grazie alla protezione politica del padre, un impero marittimo segreto fatto di petroliere, portacontainer e società di comodo. Attraverso questa rete, Iran e Russia esportano greggio e prodotti raffinati verso acquirenti internazionali, generando profitti per decine di miliardi di dollari. Questi fondi sostengono direttamente i regimi autoritari a Teheran e Mosca, permettendo loro di aggirare sanzioni e rafforzare i rispettivi apparati repressivi e militari.
Imprese offshore e passaporti dorati per mascherare l’origine dei fondi
Secondo il segretario al Tesoro USA Scott Bessent, le nuove misure restrittive — le più ampie dalla fase iniziale della “massima pressione” sull’Iran — mirano all’élite che beneficia delle esportazioni illegali. La famiglia Shamkhani, in particolare, avrebbe convertito i proventi in proprietà esclusive all’estero e passaporti stranieri acquistati in cambio di investimenti. Tali documenti consentono di occultare i legami con Teheran e agire indisturbati sui mercati globali.
La rete logistica include società registrate negli Emirati Arabi Uniti, come Armada Global Shipping DMCC e le affiliate Marvise SMC DMCC, Koban Shipping LLC, Crios Shipping LLC e Fractal Marine DMCC. Queste entità controllano decine di navi e facilitano il riciclo dei proventi petroliferi, mascherandoli come attività legali.
Connessioni militari: scambi di armi e petrolio con Mosca
Già nel 2024, l’intelligence occidentale aveva denunciato il coinvolgimento della rete Shamkhani in forniture militari all’esercito russo. Missili da crociera, componenti per droni e tecnologie a duplice uso sono stati spediti dall’Iran alla Russia in cambio di greggio. Le sanzioni attuali si inseriscono dunque in una strategia di contenimento che mira non solo alla dimensione economica, ma anche militare della cooperazione Teheran-Mosca.
Il “dark fleet” e i suoi rischi per la sicurezza globale
Il cosiddetto “dark fleet” — la flotta ombra composta da centinaia di petroliere legate a Iran, Russia e Venezuela — rappresenta una sfida sistemica a livello geopolitico e ambientale. Molte di queste navi navigano sotto bandiere di comodo (Panama, Liberia, Isole Marshall) e operano senza copertura assicurativa adeguata o manutenzione, aumentando il rischio di incidenti marittimi, sversamenti petroliferi e disastri ecologici. Questi traffici rappresentano inoltre una delle principali fonti di reddito per il Cremlino, contribuendo al finanziamento della guerra contro l’Ucraina.
Sforzi multilaterali richiesti per interrompere la rete
Il Tesoro USA sottolinea che la nuova ondata di sanzioni è frutto di una stretta collaborazione tra OFAC e FinCEN, il braccio investigativo finanziario del Dipartimento. Washington sollecita anche l’UE e i Paesi del G7 ad attuare controlli più severi su assicurazioni marittime, registri navali e porti internazionali, per colpire con efficacia i flussi che alimentano economie di guerra e traffici illegali.