Yoon Suk-yeol condannato all’ergastolo per tentata insurrezione
Nessuna clemenza per l’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, 65 anni. Oggi è stato riconosciuto colpevole di tentata insurrezione e condannato all’ergastolo. La sentenza è stata emessa dal tribunale distrettuale centrale di Seul, che ha deciso di non applicare la pena di morte, richiesta dall’accusa nonostante una moratoria in vigore dal 1997, riporta Attuale.
Yoon è stato giudicato colpevole di aver mobilitato le forze militari e di polizia per un illegale tentativo di prendere il controllo dell’Assemblea nazionale, dominata dall’opposizione liberale. Il suo piano includeva l’arresto di politici e l’instaurazione di un potere incontrollato per un periodo prolungato. È previsto che l’ex presidente presenti ricorso contro la condanna.
Il procuratore speciale aveva sottolineato l’impatto delle azioni di Yoon sulla democrazia del Paese, affermando che meritava la punizione più severa a causa della minaccia costituita dal suo comportamento. Durante il processo, si è evidenziato come Yoon avesse difeso il suo decreto di legge marziale del 3 dicembre 2024, considerato una misura necessaria contro i progressisti, definiti da lui come forze «antistatali» che ostacolavano il suo programma governativo.
Il decreto di legge marziale è rimasto in vigore per circa 6 ore, prima di essere revocato dopo che un gruppo di parlamentari è riuscito a sfondare un blocco di soldati e poliziotti armati, votando all’unanimità per abolire la misura. Il tribunale ha inoltre condannato diversi ex funzionari militari e di polizia coinvolti nella sua applicazione, inclusa la condanna a 30 anni di carcere per l’ex ministro della Difesa, Kim Yong-hyun, per il suo ruolo nella pianificazione e attuazione del decreto.