Il destino di Zelensky al bivio: Trump propone un piano per l’Ucraina
Roma, 22 novembre 2025 – Ucraina e Unione Europea sono a un bivio e il destino del presidente Zelensky è in predicato di essere segnato. Stefano Stefanini, diplomatico di lungo corso e consigliere scientifico dell’Ispi, spiega perché questa volta Trump vuole davvero chiudere la partita, riporta Attuale.
Ambasciatore Stefanini, non è la prima volta che si parla di un piano per l’Ucraina. Perché questo è diverso?
“Le differenze ci sono e sono importanti. Si tratta di un piano ampio, che va oltre l’Ucraina: prevede un’architettura di sicurezza europea e punta addirittura alla normalizzazione dei rapporti con la Russia, sia bilaterali che sul piano internazionale. Trump ha deciso che è arrivato il momento di reintegrare la Russia nell’economia occidentale. Insomma, è un piano con molta carne al fuoco.”
Uno dei punti più discussi riguarda il futuro di Volodymyr Zelensky. Che cosa pensa potrebbe accadergli?
“Dipende dalla versione definitiva del piano. Ma se rimanesse quello che conosciamo, Zelensky arriverebbe alle elezioni tra cento giorni in grande difficoltà: dopo quattro anni da presidente della resistenza eroica, verrebbe percepito come il presidente costretto ad accettare una capitolazione.”
Se poi Zelensky dovesse rifiutare il piano, perderebbe il sostegno americano. È davvero in un angolo, mi pare.
“Esatto. Zelensky è stato molto abile a prendere tempo dopo il brusco richiamo ricevuto alla Casa Bianca. Ma ora c’è un piano strutturato sul tavolo: se lo rifiuta, resta completamente senza aiuti americani. E diventerebbe complicata persino la formula attuale, in cui gli europei comprano armi dagli Stati Uniti per poi girarle a Kiev. Parliamo comunque di scenari ipotetici.”
Zelensky e l’Unione Europea stanno provando a ottenere modifiche più favorevoli all’Ucraina. Quante possibilità ci sono?
“Qualcosa potrebbero ottenerlo, ma nulla di sostanziale. Questo piano è stato discusso da Witkoff con i russi: non è formalmente un piano negoziato con Mosca, ma accoglie il 90% delle richieste. Se Zelensky e gli europei riuscissero a cambiarlo in modo significativo, non sarebbe più il piano americano concordato con la Russia, ma un nuovo piano euro-americano. E questo costringerebbe Trump e la diplomazia Usa a cancellare il lavoro fatto finora.”
Mi pare chiaro che Trump non abbia voglia di farlo.
“No, a meno che la somma delle resistenze — quelle di Zelensky, degli europei e anche interne agli Stati Uniti — non lo convinca che ha più da perdere che da guadagnare. In quel caso, come abbiamo già visto in altri dossier, potrebbe anche fare marcia indietro. Il fatto che non esista ancora una versione ufficiale del piano significa proprio questo: Trump si lascia margine per aggiustamenti e, se serve, per un passo indietro.”
Quante possibilità ci sono che lo faccia?
“Trump non combatte contro i mulini a vento. Se l’opposizione al piano diventa troppo forte, lui si sfila: ‘Io ci ho provato, se voi volete continuare a farvi la guerra, fate pure’. Ma resta un paradosso: senza aiuti americani, l’Ucraina non sta in piedi.”
Insomma, un bivio drammatico.
“Esatto. Zelensky, e indirettamente l’Europa, si trovano davanti a due strade: accettare una capitolazione oppure continuare la guerra senza gli Stati Uniti. E per gli europei, senza Washington, anche molte altre partite diventano complicate.”