Zelensky incontra Trump: «Sì a incontri tra leader». Orbán aumenta le tensioni in vista delle elezioni

25.02.2026 23:35
Zelensky incontra Trump: «Sì a incontri tra leader». Orbán aumenta le tensioni in vista delle elezioni

La crescita della tensione tra Ungheria e Ucraina per la sicurezza energetica

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Il primo ministro ungherese Viktor Orbán intensifica la sua strategia anti-Kiev, mirata a opporsi a ogni decisione dell’Unione Europea riguardante l’Ucraina, nel tentativo di migliorare le sue possibilità di rielezione in vista delle elezioni del 12 aprile. Per la prima volta in sedici anni, Orbán rischia una sconfitta alle urne, riporta Attuale.

«Nessun rischio» per l’approvvigionamento

Nonostante le preoccupazioni espresse dal governo ungherese, la Commissione europea ha confermato che «in questa fase, non vi è alcun rischio immediato per la sicurezza dell’approvvigionamento» di petrolio da parte di Ungheria e Slovacchia. Questo avviene nonostante l’interruzione dell’oleodotto Druzhba a causa di attacchi aerei russi il 27 gennaio. La Commissione ha specificato che la Croazia sta trasportando petrolio non russo attraverso l’oleodotto Adria verso Ungheria e Slovacchia, le quali possiedono riserve adeguate. Orbán ha dichiarato in un video su Facebook di aver ordinato il dispiegamento di soldati e attrezzature per proteggere le infrastrutture critiche, accusando l’Ucraina di tentativi di destabilizzazione del sistema energetico ungherese.

Motivazioni politiche alla base delle tensioni

Orbán ha sostenuto che la chiusura dell’oleodotto Druzhba sia stata causata da «motivi politici, non tecnici», e ha affermato che l’Ucraina sta preparando ulteriori azioni volte ad interrompere il funzionamento del sistema energetico ungherese. Questa retorica è utilizzata anche per giustificare il blocco di un prestito Ue da 90 miliardi di euro di cui Kiev ha urgente bisogno e del ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, boicottato anche da Bratislava. Le ungherie e slovacche, per motivazioni geografiche, godono di esenzioni dalle sanzioni imposte sull’acquisto di petrolio russo, che risulta essere più economico.

La posizione degli Stati Uniti e le prossime trattative

La Commissione ha assicurato che il finanziamento arriverà, poiché la decisione è stata presa dagli Stati membri, sebbene i dettagli non siano stati chiariti. È fondamentale considerare anche l’importanza della pressione morale che potrebbe esercitare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha interesse a far sì che l’Unione Europea finanzi le esigenze di Kiev, sia per il sostegno militare che per la ricostruzione. Ieri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha comunicato di aver parlato con Trump riguardo agli argomenti da trattare oggi nel bilaterale a Ginevra e sui preparativi per un incontro trilaterale che si terrà all’inizio di marzo. Zelensky ha sottolineato che «l’incontro offrirà l’opportunità di portare i colloqui a livello di leader», con Trump che sostiene questa sequenza di passaggi come l’unico modo per affrontare le questioni complesse e porre fine alla guerra.

Il supporto internazionale per l’Ucraina

Intanto, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che ribadisce il sostegno all’Ucraina, nonostante l’astenuta degli Stati Uniti, che hanno chiesto un voto separato sul passaggio che riafferma l’integrità territoriale dell’Ucraina. Inoltre, l’ambasciatrice ucraina negli USA, Olha Stefanishyna, ha riferito che funzionari del Dipartimento di Stato si sono lamentati del fatto che le forze ucraine avessero danneggiato il porto russo di Novorossiysk e l’oleodotto per il trasporto di petrolio statunitense, kazako e russo dal Kazakistan al Mar Nero.

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