Trump potrebbe autorizzare la vendita di missili Tomahawk a Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha richiesto a Donald Trump, in un incontro a porte chiuse, l’approvazione per l’acquisto di missili Tomahawk, più avanzati e difficili da catturare rispetto agli Atacms. Secondo fonti ucraine, Trump ha espresso una certa apertura alla richiesta, sebbene non abbia ancora confermato formalmente l’autorizzazione. Questa mossa è significativa, poiché né l’amministrazione Biden né quella precedente avevano dato il via libera a tale iniziativa, temendo le reazioni della Russia, riporta Attuale.
I missili Tomahawk, progettati per colpire bersagli a terra dal mare, vantano una gittata compresa tra le 700 e le 1500 miglia, rispetto ai 190 miglia degli Atacms. Caratterizzati da un volo a bassa quota, risultano particolarmente difficili da rilevare. Questi missili sono stati impiegati in diversi conflitti, inclusi quelli in Iraq, Siria e contro il narcotraffico nei Caraibi. La vendita aiuterà a mantenere le scorte militari statunitensi senza compromettere la politica dell’America First.
Analisti avvertono, tuttavia, che l’introduzione dei Tomahawk potrebbe non determinare una svolta decisiva nel conflitto, come accaduto con altre armi come gli Himars. Tuttavia, tali missili potrebbero aumentare la pressione su Mosca, spingendo Vladimir Putin a negoziare. Zelensky ha commentato che l’acquisto stesso rappresenterebbe un forte messaggio, potenzialmente riducendo la necessità di utilizzare queste armi sul campo.
Kiev prevede di utilizzare i Tomahawk per attaccare basi aeree e centri di comando in Russia e raffinerie, uno scenario che preoccupa il Cremlino. Recentemente, attacchi contro il settore petrolifero russo hanno notevolmente interrotto le forniture di carburante delle forze armate di Mosca, come confermato dal capo di Stato maggiore ucraino, Oleksandr Syrskyi, il quale ha sottolineato che le capacità del complesso militare-industriale nemico sono state ridotte sul campo di battaglia.
La campagna ucraina denominata DeepStrike, incentrata sull’uso di droni, ha già colpito 85 obiettivi significativi in Russia, e il rafforzamento con missili a lungo raggio potrebbe aggravare ulteriormente la situazione per il Cremlino. Sul fronte est, le forze ucraine riportano progressi, intrappolando unità russe a Pokrovsk, un nodo cruciale nel Donetsk. Nonostante la situazione rimanga complessa, Kiev afferma che Mosca non sta raggiungendo i suoi obiettivi e non sembra avere piani per farlo nelle prossime settimane.