Zohran Mamdani eletto nuovo sindaco di New York, alla guida della città nonostante le critiche per la sua inesperienza
Martedì, Zohran Mamdani è stato eletto sindaco di New York, superando non solo Eric Adams, ritiratosi dopo vari scandali, ma anche l’ex governatore dello stato Andrew Cuomo, che si è presentato come indipendente. A soli 34 anni, Mamdani diventa il più giovane sindaco della città in oltre un secolo, e la sua relativa inesperienza politica è stata al centro degli attacchi e delle critiche da parte degli avversari, riporta Attuale.
Cuomo, politico di lungo corso e vicino all’establishment del Partito Democratico, ha fatto leva sulla sua esperienza, avendo governato New York dal 2011 al 2021, periodo durante il quale si è dimesso a seguito di accuse di molestie sessuali, successivamente archiviate. Durante la campagna elettorale, ha tentato di descrivere Mamdani come inadatto a un ruolo così complesso come quello del sindaco.
Mamdani, attualmente deputato statale, ha solo un’esperienza legislativa alle spalle, essendo stato deputato dal 2021 e precedentemente lavorando per una non profit che supportava inquilini a rischio di sfratto. Cuomo, in un tentativo di screditarlo, ha persino messo in scena un finto colloquio di lavoro, deridendo la sua preparazione e insinuando che una sua elezione avrebbe portato alla rovina di New York.
Il tema dell’inesperienza ha suscitato discussioni anche tra gli elettori progressisti che hanno sostenuto Mamdani. Un sondaggio della Quinnipiac University ha rivelato che il 73% degli intervistati considerava Cuomo qualificato per il ruolo di sindaco, rispetto al 39% per Mamdani. Tuttavia, l’etica si è rivelata un parametro cruciale, con Mamdani avvantaggiato in questo aspetto, ricevendo il supporto del 53% degli intervistati rispetto al 44% per Cuomo.
Mamdani ha cercato di ribaltare le accuse di inesperienza, affermando che ciò che gli mancava in esperienza era compensato dalla sua integrità: “Quello che mi manca in esperienza, lo compenso con l’integrità”, ha detto in un dibattito televisivo. Ha inoltre messo in evidenza l’importanza di rappresentare una nuova generazione, contrapponendosi a un Cuomo percepito come legato al passato e lontano dai problemi quotidiani dei cittadini.
Questa strategia ha avuto successo, delineando un contrasto generazionale e fra diverse anime del Partito Democratico. Mentre Mamdani ha attirato l’attenzione dei giovani e dei progressisti, Cuomo è stato visto come un rappresentante della vecchia guardia. Secondo il New Yorker, i newyorkesi non cercavano un insider esperto, ma piuttosto un candidato come Mamdani.
Mamdani ha anche rassicurato sulla sua intenzione di governare con una squadra esperta, facendo leva su alleati di peso come l’ex sindaco Bill de Blasio e la governatrice Kathy Hochul, promettendo un approccio collaborativo. Appena eletto, ha espresso la volontà di riconfermare Jessica Tisch come capo della polizia, manifestando così un impulso di continuità nel suo approccio alla sicurezza.
Nonostante l’ottimismo, Mamdani deve affrontare sfide significative. Le sue promesse elettorali, come la gratuità dei trasporti pubblici e la regolazione degli affitti, dovranno essere finanziate in un contesto economico complesso. La minaccia del presidente Donald Trump di ridurre i fondi per la città a seguito della sua vittoria rappresenta un ulteriore ostacolo da superare.
Le aspettative sono elevate, e mentre Mamdani si prepara a guidare una delle città più influenti del mondo, la sua capacità di affrontare la complessità della governance newyorkese sarà messa a dura prova.
Ma che storia, un sindaco così giovane! Fa pensare ai nostri politici italiani che sembrano non voler mai lasciare il campo… Sarà interessante vedere se Mamdani riuscirà a dimostrare che l’inesperienza può essere un vantaggio. Cmq, a New York le aspettative sono sempre alte!!!