Il suicidio di Andrea Prospero: arrestato un giovane per istigazione
Perugia, 19 settembre 2025 – Andrea Prospero, un giovane di 19 anni, ha scelto di togliersi la vita ingerendo una combinazione letale di farmaci mentre era in chat con coetanei che lo esortavano a farlo, riporta Attuale.
La tragica morte dello studente ha portato all’arresto di Emiliano Volpe, un 18enne romano, che ha ammesso le proprie responsabilità e ha patteggiato la pena di due anni e mezzo di lavori socialmente utili. Volpe è accusato di istigazione al suicidio e ha evitato il processo fissato per l’8 ottobre.
Le indagini, supportate da una chat Telegram cruciale, mostrano che Volpe ha incitato Andrea a compiere l’atto estremo. Secondo la ricostruzione, l’abruzzese aveva cercato consigli su un metodo indolore per suicidarsi e il 19enne avrebbe fornito indicazioni, spingendolo ad acquistare i farmaci.
L’avvocato di Volpe, Alessandro Ricci, ha confermato l’accettazione della pena da parte del giovane, ma il colpito e il suo legale contestano la congruità della sentenza. “Non ci sarebbe riparazione sociale né riequilibrio del dolore delle persone offese. Due anni e mezzo non sarebbe una pena né congrua né giusta”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Mangano.
L’udienza di fronte al gip è prevista per il 23 ottobre. Andrea Prospero, studente universitario, è stato trovato morto in un B&B di Perugia cinque giorni dopo la sua scomparsa, in un caso che ha suscitato forte indignazione e richieste di maggior tutela per i giovani online.
Questa vicenda mette in luce non solo il dramma personale di Andrea, ma anche le responsabilità sociali legate all’incitamento al suicidio in un contesto digitale sempre più perturbante. Ambientalisti e psicologi hanno sollecitato una riflessione più profonda sulle dinamiche delle chat online e sull’impatto che le parole possono avere sulla vulnerabilità dei giovani.