Ucciso il sospettato dell’omicidio di due agenti di polizia in Australia
Dopo sette mesi di ricerche, la polizia australiana ha trovato e ucciso Dezi Freeman, l’uomo sospettato dell’omicidio di due agenti di polizia avvenuto nell’area remota dello stato del Victoria, nel sud del paese, lo scorso agosto. Il capo della polizia dello stato, Mike Bush, ha comunicato che lunedì mattina (la tarda sera di domenica, in Italia), Freeman è stato ucciso in un’operazione durata tre ore vicino a Walwa, al confine con il Nuovo Galles del Sud, a circa 200 chilometri a nordest del luogo del delitto, riporta Attuale.
La polizia australiana non ha ancora confermato ufficialmente l’identità dell’uomo. Tuttavia, Bush ha affermato che la sua uccisione segna la conclusione dell’operazione Summit, il cui obiettivo principale erano le indagini contro Freeman, motivo per cui la stampa australiana dà già per certa la sua identificazione.
Freeman, di 56 anni e noto anche come Desmond Filby, era ricercato dopo che il 26 agosto un’unità di polizia aveva fatto irruzione nella sua casa con un mandato di perquisizione per reati a sfondo sessuale. Durante l’operazione, aveva ucciso due agenti e ferito un terzo, fuggendo con delle armi. Le ricerche iniziarono immediatamente nella località di Porepunkah, un paese di circa mille abitanti situato in una zona montuosa e boschiva, messo in lockdown mentre in Australia imperversava l’inverno. La polizia ha riferito che Freeman era da solo al momento dell’operazione, ma è probabile che fosse stato assistito da complici nei mesi precedenti.
Secondo le indagini, Freeman era associato ai “sovereign citizens”, un movimento di individui che professano teorie cospirazioniste, considerano illegittimi governo e istituzioni e rifiutano ogni forma di autorità. In passato, aveva minacciato gli agenti di polizia e gli era stata revocata la licenza per il porto d’armi. Durante le prime fasi delle ricerche, sua moglie e suo figlio quindicenne furono fermati e interrogati, ma rilasciati senza accuse.