Attivisti della Global Sumud Flotilla ricoverati a Istanbul dopo l’abbordaggio della marina israeliana
Una cinquantina di attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui un 69enne italiano, rimangono ricoverati in ospedale a Istanbul a causa delle lesioni subite durante la loro detenzione nel carcere israeliano di Ketziot. Nel contempo, oggi sono arrivate notizie rilevanti da Bruxelles e Roma: l’Unione Europea ha approvato la richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani di discutere al prossimo Consiglio Esteri, previsto per il 15 giugno, l’imposizione di sanzioni contro il ministro israeliano per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che recentemente ha pubblicato un video in cui si vedono gli attivisti in ginocchio e bendati, riporta Attuale.
Allo stesso tempo, la Procura della Repubblica di Roma ha avviato indagini sull’abbordaggio della Flotilla da parte della marina israeliana, contestando non solo il sequestro di persona, ma anche altre gravi accuse tra cui tortura e violenza sessuale. Almeno quindici attivisti hanno denunciato aggressioni sessuali, tra cui presunti stupri, tutte respinte dalle autorità israeliane, secondo le quali i detenuti sono stati trattati “nel rispetto della legge e con pieno riguardo ai loro diritti fondamentali”.
I primi interrogatori degli attivisti rimpatriati si sono svolti ieri in Procura, coinvolgendo il deputato M5s Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. Gli avvocati del team legale italiano della Flotilla stanno attualmente elaborando un’integrazione alla querela depositata il 19 maggio, avvalendosi di testimonianze dirette raccolte in queste ore. La portavoce italiana Maria Elena Delia ha dichiarato che le testimonianze dei volontari della Flotilla sono inquietanti e che alcuni di loro sono sotto shock. “Tecnicamente siamo stati in un campo di concentramento galleggiante in mezzo al Mediterraneo”, hanno raccontato gli attivisti fiorentini Dario Salvetti e Antonella Bundu.
Un’attivista francese, Meriem Hadjal, ha riferito al suo arrivo a Parigi di essere stata vittima di “molestie sessuali” da parte di un soldato israeliano. Inoltre, un giovane spagnolo ha sottolineato che, rispetto a missioni precedenti, questa volta si è assistito a “un’escalation di violenza” da parte dell’esercito israeliano, che ha compreso non solo calci e pugni ma anche “scariche elettriche al volto con il taser”. L’abbordaggio, secondo quanto riportato, è avvenuto in acque internazionali, vicino a Cipro, lontano dalle coste israeliane, dalla Palestina e da Gaza.