Giorgia Meloni punta a evitare rimpasti e spinge per le elezioni anticipate a giugno 2027

12.06.2026 02:05
Giorgia Meloni punta a evitare rimpasti e spinge per le elezioni anticipate a giugno 2027

Meloni accelera la nuova legge elettorale per le elezioni del 2027

Roma, 12 giugno 2026 – Giorgia Meloni punta ad approvare rapidamente la nuova legge elettorale e a convocare le elezioni a giugno dell’anno prossimo, o addirittura a ottobre, dopo aver ratificato una parte della legge finanziaria. L’ipotesi di un’elezione ad aprile è stata scartata, poiché coincide con le elezioni amministrative nelle grandi città, tradizionalmente sfavorevoli al centrodestra. Tuttavia, i tecnici del partito ritengono che un election day’ combinato di politiche e amministrative possa giovare in termini di affluenza elettorale, riporta Attuale.

In vista di queste scadenze, Meloni è determinata a mantenere il governo in carica fino alla data delle elezioni, escludendo possibili rimpasti, come la sostituzione di Matteo Piantedosi all’Interno con Matteo Salvini. Nonostante i vantaggi che la Lega potrebbe trarre da un ritorno del suo leader nel Ministero dell’Interno, dove in passato aveva ottenuto il 30% di consensi, si prevede che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rifiuterebbe una sostituzione soft. Meloni, quindi, evita di cambiare l’immagine e la composizione attuale del governo.

Il possibile spostamento di Salvini al Viminale, un’ipotesi avanzata da un esponente cauto come Giancarlo Giorgetti durante un consiglio federale, potrebbe essere formalmente sollecitato dalla Lega nel tradizionale incontro di Pontida previsto per settembre. Tuttavia, al momento, Meloni non sembra intenzionata a rivedere la sua posizione.

In un clima di tensione, Zaia ha annunciato la sua assenza nel ‘federale’ di mercoledì prossimo, ribadendo che la Lega è una unita, sebbene continui a perseguire la richiesta di separare le branche settentrionali e meridionali del partito. La direzione futura della Lega rimane incerta, malgrado questa divisione interna.

Nell’ambito del lungo e battagliero confronto parlamentare di ieri, Meloni e i suoi hanno mostrato unità in politica estera, scontrandosi con sei diverse mozioni proposte dall’opposizione. Tra i critici c’è anche Vannacci, accusato da Meloni di sostenere la sinistra. Riguardo l’isolamento dell’Unione europea sulla questione ucraina, Meloni ha ricevuto sostegno dal Presidente della Repubblica, sottolineando l’importanza che l’Europa parli con una sola voce, evitando che i principali Paesi come Francia, Germania e Regno Unito agiscano unilateralmente.

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