347 milioni di bambini a rischio per El Niño: allerta UNICEF su malnutrizione e sfollamenti

06.10.2026 16:45
347 milioni di bambini a rischio per El Niño: allerta UNICEF su malnutrizione e sfollamenti

Allerta UNICEF: l’El Niño del 2026-2027 minaccia la vita di milioni di bambini

Il fenomeno climatico El Niño, previsto per il 2026-2027, è destinato a diventare uno dei più intensi mai registrati, secondo stime recenti. A causa di condizioni climatiche estreme, come piogge intense e siccità, si prevede un incremento degli eventi meteorologici estremi, con conseguenze devastanti per quasi 100 paesi e territori, inclusa la vita, la salute e l’istruzione dei bambini, riporta Attuale.

La Direttrice generale dell’UNICEF, Catherine Russell, ha lanciato un allerta sulla gravità della situazione: “El Niño è ben più di un semplice fenomeno meteorologico: può significare un aumento degli sfollamenti, della malnutrizione, della carenza idrica e delle epidemie. I bambini rischiano inoltre la chiusura delle scuole, mentre le famiglie potrebbero trovarsi ad affrontare ulteriori difficoltà finanziarie.”

Secondo i più recenti dati dell’UNICEF, oltre 347 milioni di bambini sono a rischio in aree colpite da condizioni climatiche estreme dovute a El Niño. La maggior parte di questi bambini si trova in Asia e nel Pacifico (190 milioni), seguiti da Africa orientale e meridionale (41 milioni), America Latina e Caraibi (41 milioni), Europa e Asia centrale (22 milioni), Medio Oriente e Nord Africa (20 milioni) e Africa occidentale e centrale (20 milioni).

I bambini in paesi come la Colombia, le Figi, Papua Nuova Guinea e le Filippine dovranno affrontare una minore disponibilità d’acqua, con il rischio di siccità agricola. Al contempo, quelli nel Grande Corno d’Africa, in particolare in Somalia, si trovano a dover fronteggiare inondazioni, aumentando il rischio di malattie e interruzioni scolastiche.

Nei paesi colpiti da crisi e conflitti, come l’Afghanistan e il Ciad, l’El Niño rappresenta una minaccia diretta alla sopravvivenza dei bambini, aggravando situazioni di fame e malnutrizione in contesti già vulnerabili.

Con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, i rischi di separazione dalle famiglie, violenza, sfruttamento e matrimoni precoci aumentano significativamente. In Etiopia, per esempio, durante la siccità del 2022 si è registrato un incremento del 119% nei matrimoni precoci nelle aree più colpite.

Globalmente, circa 1,1 miliardi di bambini sono già esposti a almeno tre pericoli climatici sovrapposti, e l’El Niño potrebbe amplificare questi rischi. Tra il 2016 e il 2023, i disastri legati al clima hanno causato oltre 20.000 sfollamenti giornalieri di bambini.

Durante il 2025, gli eventi climatici hanno interrotto il percorso scolastico di circa 171 milioni di studenti nel mondo, e si prevede che questo numero aumenti a causa degli effetti di El Niño. Ogni dollaro investito nella prevenzione dei rischi di catastrofi può generare risparmi fino a 15 dollari nei costi di ricostruzione. Tuttavia, attualmente meno dell’1% dei fondi umanitari è destinato a misure preventive.

Di fronte a queste preoccupanti previsioni, l’UNICEF esorta i governi, i donatori e i partner a intervenire tempestivamente per garantire servizi essenziali, investire in sistemi resilienti e assicurare un accesso umanitario alle comunità colpite.

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