Iran: la solitudine senza alleati né milizie

23.06.2025 23:45
Iran: la solitudine senza alleati né milizie

Gli unici «amici» rimasti sono Yemen e Iraq sciita. Teheran ha perso la Siria dopo la caduta di Assad e in Libano il potere di Hezbollah si è sgretolato. Invece di cercare alleanze, ha destabilizzato i Paesi dove ha trovato minoranze oppresse, riporta Attuale.

La guerra del 1973 e le ripercussioni moderne

Il 6 ottobre 1973, durante Yom Kippur, l’Egitto e la Siria attaccarono Israele per recuperare il territorio perduto nella Guerra dei Sei Giorni. Alle difficoltà iniziali di approvvigionamento si aggiunse il rapido intervento delle superpotenze: l’Unione Sovietica in supporto dei Paesi arabi, e gli Stati Uniti a favore di Israele. Intanto, l’OPEC decise di interrompere la vendita di petrolio agli Stati Uniti e ai loro alleati, con il conseguente aumento del prezzo del greggio da 3 a 12 dollari al barile in poche settimane. Questa situazione portò a un forte shock economico e all’aumento dell’inflazione, mentre Henry Kissinger tentava di mediare dalla sua residenza a Beirut.

La reazione del mondo arabo e le attuali alleanze

Quasi cinquant’anni dopo, la situazione geopolitica è radicalmente cambiata. In caso di un attacco preventivo da parte di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, l’OPEC non ha nemmeno discusso di un embargo petrolifero. Nessuna delle attuali potenze ha allestito ponti aerei, e alcune nazioni, come l’Arabia Saudita, si sono persino espresse in termini fraterni nei confronti dell’Iran.

Un contesto di isolamento per l’Iran

L’Iran oggi si trova in una posizione isolata. Tra i pochi alleati rimasti ci sono lo Yemen degli Houthi e le milizie filoiraniane in Iraq. Ha perso completamente il sostegno in Siria e ha visto il potere di Hezbollah indebolirsi notevolmente. In geopolitica, si fa riferimento alla sua “solitudine strategica” come unico Paese di lingua farsi e maggioranza sciita in una regione prevalentemente sunnita. Questo isolamento, sebbene abbia a volte aiutato a mantenere coesione interna, è stato aggravato dalle politiche adottate dalla Repubblica Islamica, che ha portato a una sempre maggiore alienazione dai suoi vicini.

Le conseguenze della primavera araba e la ricerca di alleati

La risposta dell’Iran alla primavera araba siriana ha ulteriormente eroso le simpatie verso il regime di Teheran. Gli eventi in Siria, dove i pasdaran e Hezbollah hanno represso le manifestazioni per la democrazia, hanno ridotto il fascino della Rivoluzione iraniana tra i giovani arabi. Mentre l’Iran non ha cercato alleanze, i suoi vicini lo hanno fatto: la Turchia è parte della NATO, l’Arabia Saudita è nel Consiglio per la cooperazione del Golfo, e potenze come Pakistan, Israele e Russia possiedono armamenti nucleari. Invece di promuovere la stabilità, l’Iran ha contribuito a destabilizzare diverse nazioni, sostenendo i gruppi sciiti e le minoranze oppresse in Bahrein, Libano, Siria, Yemen e Iraq.

Conclusione sull’isolamento iraniano

L’atteggiamento di Teheran nei confronti dei propri vicini e le sue ingerenze nei conflitti regionali hanno portato a una crescente solitudine, rendendo l’Iran vulnerabile in un periodo di tensioni crescenti. La perdita di sostegno internazionale e regionale è diventata evidente, e ora, di fronte a nuove sfide, l’Iran si trova sempre più isolato nelle sue scelte geopolitiche.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere