Coop ritira i prodotti israeliani e lancia la Gaza Cola

25.06.2025 06:15
Coop ritira i prodotti israeliani e lancia la Gaza Cola

Coop Alleanza 3.0 e il boicottaggio dei prodotti israeliani

Coop Alleanza 3.0 ha deciso di ritirare dagli scaffali, in otto regioni italiane, alcuni prodotti israeliani, sostituendoli con la Gaza Cola. La cooperativa ha motivato questa scelta con la volontà di non restare indifferente rispetto alle attuali violenze che si stanno verificando nella Striscia di Gaza. Inoltre, il ricavato dalla vendita della Gaza Cola sarà destinato alla ricostruzione di un ospedale nella regione. Tra i prodotti rimossi ci sono referenze di arachidi e salsa Tahina, tutte provenienti da Israele, nonché articoli a marchio Sodastream. Coop, la maggiore cooperativa di consumatori in Italia, ha definito questa decisione una scelta politica e un segnale di coerenza, sostenendo che “non possiamo rimanere indifferenti davanti alle violenze in corso”, riporta Attuale.

La delibera della Coop è stata presa nel corso dell’assemblea generale di sabato scorso, a seguito di un rapporto presentato dal Consiglio di Amministrazione alla Commissione Etica. A tale assemblea ha partecipato una rappresentanza di soci impegnati nel supporto alla Palestina, invitati a contribuire al dibattito interno. Da ciò è scaturita la decisione di eliminare i prodotti israeliani dai punti vendita e di attivare aiuti concreti per Gaza, aderendo alla campagna nazionale ‘Coop For Refugees’, la quale ha già incluso la Gaza Cola nel proprio assortimento. Coop Alleanza ha sottolineato che la bevanda rappresenta un progetto completamente palestinese, il cui ricavato andrà a beneficio della ricostruzione dell’ospedale nella Striscia.

Fino ad ora, sul tema del boicottaggio nei confronti di Israele, sebbene le istituzioni abbiano cominciato a prendere posizione, sono stati principalmente gli atenei a schierarsi. L’Università di Roma La Sapienza ha, ad esempio, deciso di boicottare le collaborazioni con ricercatori israeliani. La stessa direzione è stata seguita dall’Università di Bologna, che ha adottato una posizione pro-Palestina richiedendo lo “stop alla violazione del diritto internazionale”. Inoltre, diverse autorità locali si sono unite alla causa, compiendo azioni più incisive rispetto a semplici dichiarazioni di condanna verso l’operato del governo israeliano.

Tra le prime a mobilitarsi c’è stata la Regione Puglia, seguita dall’Emilia-Romagna e dai Comuni di Bologna e Rimini, tutti impegnati a sospendere i rapporti istituzionali con il governo di Tel Aviv e i soggetti ad esso collegati, a meno che tali rapporti non siano motivati dal desiderio di porre fine al massacro in corso e ripristinare il rispetto del diritto internazionale. La decisione della Regione Emilia-Romagna è stata motivata dalle “gravissime violenze in atto a Gaza” e dalla notizia del procedimento internazionale contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per crimini di guerra e contro l’umanità.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere