Immigrazione a Roma e nel Lazio: nuove intuizioni dal 20° Osservatorio IDOS

26.06.2025 17:55
Immigrazione a Roma e nel Lazio: nuove intuizioni dal 20° Osservatorio IDOS

Immigrazione a Roma e nel Lazio: Un’Analisi Approfondita

ROMA – L’odierna situazione dell’immigrazione a Roma e nel Lazio si presenta con sfaccettature contrastanti. Da un lato, la capitale continua a fungere da snodo cruciale per progetti migratori che spingono spesso gli individui a cercare nuove destinazioni, sia in Italia che in Europa. Questo genera una dinamica di migrazione caratterizzata da un ricambio incessante, dove la permanenza si rivela ostica o addirittura non prevista. Dall’altro lato, cresce una presenza di stranieri sempre più consolidata e stabile, conferendo al fenomeno un carattere di normalità. Questo quadro emerge dal 20° rapporto dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, e presentato recentemente in Campidoglio, riporta Attuale.

Nel Lazio risiedono attualmente 643mila cittadini stranieri, di cui l’80,2% (517mila) nella Città metropolitana di Roma. Nella capitale, la presenza di stranieri è più che raddoppiata negli ultimi vent’anni (+110%). Analizzando i dati anagrafici, la popolazione straniera nel Lazio risulta mediamente più giovane rispetto a quella italiana: circa il 75% ha meno di 50 anni, in confronto al 50% degli italiani. D’altro canto, gli over 65 rappresentano solo il 6,4% della popolazione straniera, rispetto al 25,6% tra gli italiani. Si nota, però, un graduale invecchiamento: tra il Censimento del 2001 e quello del 2021, la percentuale di residenti sotto i 40 anni a Roma è scesa dal 64,7% al 49,3%, mentre quella di chi ha superato i 60 anni è aumentata all’11,2%. Questo shift evidenzia un aumento della presenza di fasce di età adulte, in particolare tra le donne.

Un’altra caratteristica distintiva di Roma è l’elevata percentuale di famiglie unipersonali, che nel 2023 ha superato il 53,1% tra le famiglie con almeno un componente straniero, rispetto al 23,7% del 2001. Questo dato riflette sia la natura ancora mobile di buona parte della popolazione migrante sia le specifiche dinamiche di genere di alcune comunità significative, come quella ucraina e bangladese, dove il 70% delle famiglie è formato da sole donne o soli uomini.

La natalità tra gli stranieri residenti a Roma, sebbene superiore a quella degli italiani, è relativamente bassa rispetto alla media nazionale per gli immigrati, con 7,7 nati per mille residenti nel 2021, contro gli 11,2 del resto del Paese. Inoltre, il Lazio accoglie cittadini provenienti da quasi tutte le parti del mondo (ben 188 nazionalità), con peculiarità importanti nell’area romana. La comunità romena si conferma la più numerosa, rappresentando oltre un settimo (14,2%) di tutti i romeni residenti in Italia; altre comunità significative includono i bangladesi (20,4%), i filippini (25,6%), i polacchi (18%), i peruviani (14%) e gli indiani (oltre il 10%).

Nonostante i requisiti rigorosi per ottenere la cittadinanza italiana, al Censimento del 2021 risultavano oltre 1,5 milioni di nuovi cittadini nel Paese, con circa 62mila nel comune di Roma. Tuttavia, la capitale presenta un tasso di acquisizione della cittadinanza più basso: circa 18 nuovi italiani ogni 100 stranieri, rispetto a 31 in Italia. Anche nel Lazio, le 14.450 acquisizioni di cittadinanza italiana registrate a fine 2023 (il 6,8% del totale in Italia: 213.567) hanno portato a un’incidenza per mille stranieri quasi dimezzata rispetto alla media nazionale (22,6 contro 41,1). Questi dati evidenziano nuovamente le due facce dell’immigrazione a Roma e nel Lazio: da un lato, una località di insediamento e stabilizzazione per molte famiglie straniere; dall’altro, una tappa di passaggio caratterizzata da flussi migratori in continua evoluzione.

“Ci troviamo nel mezzo di un Giubileo, che storicamente pone Roma al centro dell’attenzione mondiale. Questo, in particolare, è nato sotto l’insegna della speranza e continua ora in nome della pace, un principio che caratterizza l’inizio del pontificato di papa Leone. Tuttavia, il mondo è attraversato da conflitti, atrocità e distruzioni globali. Da Roma, cuore del Giubileo, è urgente promuovere testimonianze credibili e convincenti di civiltà, pace e cultura del dialogo”, dichiara Luca Di Sciullo, presidente di Idos.

Come ribadito da Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, “Roma e il Lazio rappresentano un punto di riferimento analitico fondamentale per capire le nuove morfologie sociali generate dal fenomeno migratorio, necessitando di una rinnovata lettura delle categorie analitiche per indagare le realità sociali e territoriali sempre più dinamiche e diversificate”.

Il 20° Osservatorio è composto da 368 pagine, di cui 48 dedicate a tavole statistiche. Al suo interno, si possono trovare approfondimenti su tutte le dimensioni sociali, economiche e demografiche dell’immigrazione a Roma e nelle province del Lazio.

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