Rifiutato il patto con l’Albania: la Cassazione evidenzia il rischio di incostituzionalità

29.06.2025 23:15
Rifiutato il patto con l'Albania: la Cassazione evidenzia il rischio di incostituzionalità

Conflitto tra Governo e Magistratura: Nuove Tensioni su Sicurezza e Diritti

Roma, 30 giugno 2025 – Le temperature politiche si alzano in un nuovo scontro fra governo e magistratura. Questa volta, un doppio intervento della Corte di Cassazione ha lanciato segnali allarmanti riguardo a due provvedimenti chiave dell’esecutivo, il dl sicurezza e il protocollo Albania, suscitando la reazione della maggioranza, che minaccia ritorsioni attraverso nuovi decreti. L’opposizione, dal canto suo, accusa il governo di sentirsi “al di sopra della legge” e di “attaccare lo Stato di diritto”, riporta Attuale.

È di fatto uno scontro tra poteri dello Stato, con l’Associazione nazionale magistrati (Anm) che ha preso posizione a difesa del Massimario della Cassazione, critica sia nel merito che nel metodo nei confronti del dl sicurezza. L’Anm ha chiesto “rispetto per il ruolo della Suprema Corte”. La maggioranza risponde ribadendo la necessità di mantenere intatto il decreto, considerato un pilastro dell’azione governativa, e premendo per un nuovo provvedimento che sia ancora più efficace nel garantire la sicurezza, sottolineando l’importanza di proteggere le forze dell’ordine. La Lega, in una nota, ha dichiarato: “Difendere le divise significa difendere gli italiani”.

Tuttavia, i magistrati della Cassazione non si arrendono. In una relazione dettagliata sul trattenimento dei cittadini stranieri, ponendo particolare attenzione sul protocollo Italia-Albania, i giudici hanno sollevato dubbi di costituzionalità riguardo all’accordo, evidenziando le criticità sia in relazione alla Costituzione che al diritto internazionale e dell’Unione Europea. Una delle questioni più rilevanti riguarda la recente modifica normativa che consente il trasferimento in Albania di stranieri detenuti in Centri di permanenza per rimpatri (Cpr). I magistrati avvertono che ciò potrebbe comportare violazioni del diritto alla salute, garantito dalla Costituzione.

Il conflitto tra magistratura e governo si fa così sempre più acceso, con la Lega pronta a rispondere e a difendere le proprie misure emblematiche. Mentre i membri del governo sostengono il protocollo d’intesa con l’Albania, descrivendo una magistratura “occupata dai centri sociali” come affermato da Maurizio Gasparri, l’opposizione lancia accuse di “governo allo sbando” (Riccardo Magi, +Europa). In questo contesto, la Lega sta pianificando una reazione decisa, con l’idea di un nuovo decreto sicurezza che dovrebbe essere presentato nei prossimi mesi estivi. Questa mossa mirerebbe a neutralizzare il giudizio della Cassazione sul dl sicurezza attualmente in vigore e a intensificare la contrapposizione.

Il nuovo decreto previsto amplierebbe le protezioni legali già stabilite dal dl sicurezza, che offre tutela economica e legale agli agenti delle forze dell’ordine. Non sorprende che anche il Guardasigilli Carlo Nordio si sia dichiarato “incredulo” di fronte alla relazione del Massimario, percepita come “un’ingerenza”, “una forzatura” e “un intervento a gamba tesa”.

In tutto questo, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si trova nuovamente sotto i riflettori a causa della questione riguardante cinque agenti sotto copertura infiltrati nel partito Potere al Popolo, di estrema sinistra. Affermando di essere pronto a rendere conto in Parlamento sui motivi della decisione di osservare dall’interno un partito di opposizione, è ribadita anche dalla Lega l’assenza di intenzioni di apportare correttivi al dl sicurezza recentemente approvato, sollecitati dall’opposizione. Questo provvedimento è ritenuto un “simbolo dell’azione del governo a tutela dei cittadini e delle forze dell’ordine”. Inoltre, il nuovo testo in fase di elaborazione si prefigge di affrontare uno dei problemi più complessi per chi indossa una divisa: la registrazione automatica nel registro degli indagati come conseguenza di incitamento al dovere.

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