La situazionе del Monte dei Paschi di Siena e le reazioni politiche
Siena, 2 luglio 2025 – “Sono felice di vedere che Mps sia tornata al centro della scena economico-finanziaria italiana, mentre altri avevano tentato di svenderla, pensando di fare uno spezzatino, chiudendo sportelli e licenziando dipendenti”, ha dichiarato il vicepremier, Matteo Salvini, a pochi giorni dall’introduzione sul mercato dell’Ops di Siena su Mediobanca. “È la più antica banca del mondo e sono contento perché la Lega ha sempre creduto che il Monte dei Paschi di Siena potesse diventare un terzo polo bancario – ha aggiunto il ministro –. Oggi cresce, genera utili, apre, investe ed è attrattiva. Sono lieto per i senesi, per i toscani, per gli italiani perché rappresenta un simbolo: una banca che la sinistra aveva cercato di smantellare, ma che ora torna a essere protagonista”, riporta Attuale.
In merito all’inchiesta condotta dalla procura di Milano, che sta analizzando la vendita del 15% delle azioni del Monte da parte del Mef risalente a novembre, Salvini, che in passato aveva proposto da Siena, in piazza Salimbeni, l’idea di puntare sul Monte come parte di un terzo polo bancario nazionale, non si mostra preoccupato: “Le inchieste non mi destano preoccupazione a priori”.
Immediate sono state le reazioni di Benedetto Della Vedova, parlamentare di +Europa: “Il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega ha confermato, sebbene non fosse necessario, che la scalata di Mps su Mediobanca è un’iniziativa politica tipicamente leghista”. Prosegue dicendo: “Giorgetti, primo azionista del Monte insieme al Mef, sta utilizzando il golden power in maniera strumentale per ostacolare UniCredit e promuovere la scalata. Il ministro ha gestito la recente vendita del 15% di Mps seguendo una procedura quantomeno anomala a favore degli azionisti della banca senese – sottolinea – e ora dovrebbe prendere le distanze da Salvini, segretario del suo partito”.
Critico rimane anche il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S: “Non era necessaria la dichiarazione di Salvini per far emergere ciò che è evidente a tutti. Il governo Meloni sta utilizzando Mps come un cavallo di Troia per infiltrarsi nel sancta sanctorum della finanza, ovvero Mediobanca e Generali, in alleanza con il gruppo Caltagirone di Roma”.
Intanto, ieri a Piazza Affari, l’azione di Mps ha registrato una flessione del 2,41% portandosi a 7,04 euro. Rocca Salimbeni attende l’approvazione da parte della Consob del prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di scambio lanciata il 24 gennaio su Mediobanca. La chiusura è stata pesante per l’istituto di Piazzetta Cuccia, che dopo la vendita del 3,5% del capitale da parte di Banca Mediolanum, ha visto una diminuzione del 4,21%, arrivando a 18,9 euro.