Tragedia a Torino: l’atto di vendetta che ha scosso il quartiere
Non si è trattato di un semplice incidente, ma piuttosto di un drammatico atto di vendetta, forse la forma più estrema di femminicidio, in cui il rancore ha preso il sopravvento. Un uomo di circa quarant’anni, una guardia giurata, ha cercato di distruggere l’abitazione della sua ex compagna, causando una catastrofe. Fortunatamente, la donna non si trovava in casa poiché era in vacanza, ma un giovane innocente ha perso la vita. Il piromane è stato catturato dopo cinque giorni, con evidenti segni di combustione sul corpo, mentre emergono inquietanti indizi: per colpire la sua ex, avrebbe messo a rischio la vita di chiunque si trovasse nei dintorni, riporta Attuale.
Era il 30 giugno, una delle notti più calde dell’estate. Le esplosioni e l’incendio che hanno devastato tre appartamenti all’ultimo piano di un palazzo in via Nizza 389 sono stati ripresi da diversi balconi circostanti. La conta dei danni è stata drammatica: quaranta cinque persone evacuate, cinque feriti, tra cui alcuni bambini, e un uomo di 33 anni, Jacopo Peretti, tragicamente deceduto. L’incidente si è verificato intorno alle 3:15, svegliando centinaia di residenti nel popoloso quartiere del Lingotto. Sui social media si sono diffuse immagini apocalittiche e ipotesi varie, inizialmente puntando su una fuga di gas, ma la verità si è rivelata ben più inquietante. Cosa accadrebbe se l’esplosione fosse stata provocata da motivi personali? Un amore malato, un abbandono? Il giovane deceduto, appassionato tifoso del Toro, si è trovato nel luogo sbagliato al momento sbagliato, accanto all’abitazione dell’uomo che intendeva colpire.
Tra le vittime c’è anche una famiglia di origini egiziane che abitava negli appartamenti contigui, composta da una bambina di sei anni, una diciannovenne, un ventiquattrenne e una donna di 45 anni, oltre a un dodicenne che viveva al piano sottostante. Ieri pomeriggio, la polizia ha finalmente arrestato il sospetto responsabile, la guardia giurata, che, ustionata, è stata identificata grazie a testimonianze di colleghi e familiari e dalle riprese delle telecamere di sorveglianza. Il suo intento era di ridurre in macerie la casa della ex compagna, mettendo in atto un piano criminoso per seminare distruzione e possibili omicidi. Le immagini di sorveglianza delle attività commerciali nei pressi hanno fornito informazioni cruciali per risolvere il caso.
Le dichiarazioni rilasciate dai colleghi di lavoro del sospettato, seguite da quelle dei suoi familiari, hanno aiutato a mettere insieme i pezzi del puzzle. Si tratta di un’azione folle, una vendetta che sembra ripetere il tema di un amore malato? Il movente, di natura personale, sembra sempre ricollegarsi a una ex compagna che risiedeva nello stesso edificio e che si sarebbe dovuta “far pagare”. I Vigili del fuoco, mentre si destreggiavano tra le macerie, hanno localizzato il punto in cui è scoppiato l’incendio, situato in un appartamento al quinto piano. La rapidità delle indagini ha confermato che Jacopo Peretti, travolto da una potente fiammata e ritrovato carbonizzato ore dopo, non aveva alcun legame con il dramma. Era un ragazzo solare, diplomato al liceo scientifico Newton di Chivasso, con un percorso accademico in management ed economia. La sua vita è stata spezzata a causa di conflitti che non lo riguardavano. La procura ha richiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare, aprendo un’inchiesta per disastro doloso e omicidio volontario.