Attacco degli Houthi nel Mar Rosso: aggiornamenti e sviluppi diplomatici
GERUSALEMME – La tensione nel Mar Rosso si intensifica mentre le trattative per raggiungere una tregua a Gaza proseguono. La milizia degli Houthi, sostenuta dall’Iran, ha lanciato un attacco che ha portato all’affondamento della cargo Eternity C, battente bandiera liberiana. Al momento, solo 10 dei 25 marinai a bordo sono stati tratti in salvo, con gli ultimi quattro recuperati dopo oltre 48 ore in mare, riporta Attuale.
L’assalto degli Houthi, avvenuto la notte di lunedì, ha provocato la morte di almeno tre membri dell’equipaggio, ma il bilancio potrebbe aumentare. Inoltre, alcuni marinai sono stati sequestrati dalla milizia. Questo evento rappresenta uno degli attacchi più gravi degli ultimi due anni su una rotta marittima cruciale per il traffico commerciale mondiale, un’arteria che in passato ha visto il transito di merci dal valore annuale superiore a un trilione di dollari.
La campagna militare degli Houthi, che affermano di sostenere i diritti palestinesi, si è intensificata dal novembre 2023, raggiungendo un centinaio di attacchi. Tali aggressioni erano state momentaneamente sospese durante la tregua tra Israele e Hamas mediata da Trump a febbraio, ma sono riprese dopo che Netanyahu ha deciso di rompere l’accordo a marzo. L’affondamento della Eternity C segue l’incidente avvenuto recentemente con il cargo Magic Seas.
Nell’ultimo aggiornamento sui negoziati per Gaza, sembra che ci siano segnali di progresso. Trump, che ha in programma di rivedere Netanyahu a Washington per il terzo incontro in pochi giorni, ha espresso fiducia che un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, in cambio della liberazione degli ostaggi, sia molto vicino. In Israele, stanno circolando notizie di un incontro segreto alla Casa Bianca tra l’inviato di Trump, Steve Witkoff, il fidato di Netanyahu, Ron Dermer, e un inviato del Qatar, suggerendo avanzamenti nei colloqui con Hamas. Secondo il Canale 14, Netanyahu potrebbe decidere di rimanere a Washington fino a quando non verrà raggiunto un accordo.
Tuttavia, la situazione rimane instabile, dato che Hamas richiede un cessate il fuoco permanente e il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. D’altro canto, Netanyahu si oppone a tali richieste e punta alla completa distruzione dell’organizzazione islamica palestinese. Sul tavolo ci sono anche le recenti operazioni israeliane in Libano, mirate contro i resti della milizia Hezbollah sostenuta dall’Iran, segnando un’intensificazione delle offensive dopo la guerra dell’anno scorso.
Nel frattempo, Trump sta lavorando per facilitare negoziati di pace diretti tra Israele e Damasco, convinto che la caduta del regime di Bashar Assad in Siria lo scorso dicembre possa aprire la strada a una maggiore stabilità nella regione. La stretta collaborazione tra gli Stati Uniti e Israele è ulteriormente evidenziata dalle sanzioni imposte dal Segretario di Stato Marco Rubio alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, l’italiana Francesca Albanese, accusata di aver condotto una campagna di guerra politica ed economica contro Stati Uniti e Israele.