La minaccia di Trump all’Iran: dichiarazioni storiche e toni bellicosi

07.04.2026 08:55
La minaccia di Trump all'Iran: dichiarazioni storiche e toni bellicosi

La Minaccia di Trump all’Iran: Ritorno all’Era della Pietra

La recente dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo la possibilità di bombardare l’Iran, un paese con circa 93 milioni di abitanti, «riportandolo all’età della pietra», ha suscitato un acceso dibattito. Nonostante il linguaggio drammatico, questa frase non rappresenta una novità nella retorica statunitense, ma è invece parte di un repertorio ricorrente. Alcuni osservatori negli Stati Uniti ricordano variazioni di questa espressione sotto l’Amministrazione Bush, in riferimento ai talebani durante il periodo pre-intervento in Afghanistan nel dicembre 2001. Tuttavia, l’origine di simili minacce risale a molto prima, riporta Attuale.

La minaccia di «ripristinare l’età della pietra» ha un significato particolare in Giappone, dove il generale Curtis LeMay, noto per la campagna di bombardamenti incendiari contro le città giapponesi nel 1945, ha reso celebre una frase affine. In quell’anno, un attacco con 300 bombardieri B-29 su Tokyo portò alla morte di circa 100.000 persone, la maggior parte delle quali donne, bambini e anziani, in un contesto in cui molti uomini combattevano al fronte.

Nel 1945, Tokyo fu solo una delle oltre 60 città giapponesi bombardate, risultando in un bilancio totale di vittime che si aggira attorno a mezzo milione. In effetti, l’uso delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki non segnò un reale incremento nel numero di morti, date le enormi perdite già causate dai bombardamenti incendiari.

LeMay, in seguito, commentò che, se gli Stati Uniti avessero perso la guerra, i suoi uomini sarebbero stati processati come criminali di guerra. Invece, fu promosso a capo di stato maggiore dell’aeronautica durante la guerra del Vietnam, dove applicò tattiche simili contro il regime comunista del Nord. Nel suo libro “Mission with LeMay”, pubblicato nel 1965, tornò a minacciare il regime di Hanoi con affermazioni come «Li bombarderemo fino a riportarli all’età della pietra», portando alla morte di decine di migliaia di civili vietnamiti.

Ironia della sorte, il Giappone nel 1964 conferì a LeMay la sua onorificenza più alta per il suo contributo alla ricostruzione delle Forze di autodifesa giapponesi dopo la guerra. Oggi, il Giappone è frequentemente evocato nel contesto delle guerre moderne condotte dagli Stati Uniti. Durante i recenti conflitti, Trump ha paragonato i bombardamenti contro l’Iran ai bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, affermando: «Quel colpo pose fine alla guerra».

In un contesto recente, il senatore Lindsey Graham, interrogato sulla compatibilità del supporto statunitense ai bombardamenti israeliani a Gaza con i valori cristiani, ha risposto: «Radete tutto al suolo. Noi abbiamo raso al suolo Berlino. Abbiamo raso al suolo Tokyo».

Durante un incontro con il primo ministro giapponese Sanae Takaichi presso la Casa Bianca, Trump ha citato l’attacco giapponese a Pearl Harbor nel 1941, riferimento che ha scatenato l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale. Rispondendo ai giornalisti, disse: «Chi ne sa più di sorpresa del Giappone? Perché non mi avete avvisato di Pearl Harbor?». I leader giapponesi responsabili dell’attacco furono successivamente uccisi o giustiziati dalle forze statunitensi, con Hideki Tojo, allora primo ministro, condannato per crimini di guerra e giustiziato nel 1948.

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