Inchiesta sul sistema arbitrale: coinvolto Schenone
Milano, 8 maggio 2026 – La recente inchiesta sul sistema arbitrale ha messo in luce nuove rivelazioni emerse da intercettazioni, indicando la presenza di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, all’incontro del 2 aprile dell’anno scorso presso il bar dello stadio di San Siro. Questo incontro è legato a una presunta “combine” riguardante due designazioni arbitrali, coinvolgendo anche l’autosospeso designatore Gianluca Rocchi, attualmente indagato per frode sportiva “in concorso con altre persone”, riporta Attuale.
Il misterioso “patto” sul quale Schenone dovrà fornire le sue spiegazioni sarà oggetto di interrogatorio da parte del pm Maurizio Ascione, che lo ha convocato come testimone. Durante l’interrogatorio, si prevede che le domande verteranno anche sui rapporti tra Schenone e Rocchi e sulla questione delle designazioni arbitrali implicate nell’indagine.
In un’intercettazione del aprile 2025, Rocchi ha menzionato un “Giorgio” in merito a pressioni per designazioni arbitrarie favorevoli all’Inter. Il designatore, che ha un ruolo centrale in questa indagine, è accusato di avere orchestrato la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, al fine di garantire che Doveri, considerato “poco gradito” dai nerazzurri, non arbitrasse l’eventuale finale e altre partite di campionato della scorsa stagione, che ha visto trionfare il Napoli.
In una situazione simile, è stato deciso che il “gradito” Andrea Colombo arbitri Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Le indagini chiariranno se le pretese dell’Inter superino la normale interazione e possano costituire frode, delineando una sottile linea tra comportamenti leciti e illeciti nel mondo del calcio.
Contesto e sviluppi recenti
Non sono ancora emerse evidenze di scambi monetari a favore di Rocchi o altri soggetti, suggerendo piuttosto che i vantaggi siano stati ottenuti tramite favori nel sistema calcistico. Oltre a Schenone, oggi verranno ascoltati anche l’ex presidente dell’Associazione arbitri Antonio Zappi e il designatore Dino Tommasi, che ha preso il posto di Rocchi. Tra gli elementi a carico di Gervasoni, emerge un’intercettazione con Tommasi, evidenziando la complessità e la rete di rapporti all’interno del mondo arbitrale.
Questa inchiesta solleva interrogativi seri sulla trasparenza e l’integrità del sistema arbitrale in Italia, enfatizzando la necessità di una maggiore vigilanza e regolamentazione per mantenere la fiducia nel calcio professionistico.