I legali di Alberto Stasi: “Possiamo chiedere la sua libertà”, mentre Marco Poggi viene definito “testimone ostile”

08.05.2026 03:25
I legali di Alberto Stasi: “Possiamo chiedere la sua libertà”, mentre Marco Poggi viene definito “testimone ostile”

Garlasco (Pavia) – “Ora è il momento di vedere gli atti”. L’avvocata Giada Bocellari, che insieme al collega Antonio De Rensis assiste Alberto Stasi, aspettava da mesi questo momento, con la chiusura indagini, per dare concretezza a un’attesa che dura da più anni, riporta Attuale.

Alberto Stasi

La prudenza che ha sempre contraddistinto le sue dichiarazioni, rispettosa del ruolo di legale ma battagliera e convinta dell’innocenza dell’assistito, da un paio di settimane e soprattutto negli ultimi giorni ha lasciato spazio a qualche speranza in più. “Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata – ha detto commentando le novità emerse dopo l’interrogatorio di mercoledì di Andrea Sempio – sarebbe agghiacciante e a quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile”.

Richiesta di revisione e sospensione della pena

Anche dopo la visita del procuratore di Pavia Fabio Napoleone alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, l’avvocata di Stasi continuava a predicare prudenza. La richiesta di revisione verrà comunque avanzata, se non dalla Procura Generale di Milano, comunque dalla difesa di Stasi. “Quando si fa la richiesta di revisione – aggiunge l’avvocata Bocellari – si può chiedere anche contestualmente la sospensione dell’esecuzione. Non molto tempo fa ho detto che non l’avremmo chiesta, non l’avremmo voluta. Ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederla, perché ricordiamoci che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio.”

L’intervista a Le Iene

Anche le reazioni di Alberto Stasi alle ultime novità dell’inchiesta pavese sono state diverse da quelle all’avvio delle indagini: “Ha avuto una reazione un po’ diversa davanti a questa intercettazione – riferisce Bocellari – non di ansia, ma di commozione”. Emozioni che lo stesso Alberto Stasi aveva raccontato nell’intervista alla trasmissione Le Iene, rilasciata nel marzo dello scorso anno, poco dopo l’avvio dell’inchiesta e ritrasmessa in versione integrale ieri sera in prima serata su Italia1. “Uno tsunami di emozioni” l’aveva definito Stasi, che alla domanda “Se potessi tornare indietro all’epoca dei processi e delle indagini, ci sarebbe una cosa che cambieresti?” ha risposto deciso: “Beh, inizierei a guardare dove stiamo guardando adesso”.

I genitori di Chiara

Gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni per i genitori e Francesco Compagna per Marco, restano invece convinti della colpevolezza di Stasi. “I Poggi, umanamente, hanno perso una figlia – le parole di ieri dell’avvocato Tizzoni – e quello è il dramma che vivono e vivranno per la loro vita. Sanno che è colpevole Stasi e che, in qualche modo, si vuole cercare di toglieregli questo ruolo. Direi che la situazione è unica, forse, nel panorama giudiziario italiano”. “Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti – dice il collega Compagna – Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell’indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi sembra fuorché un dato confessorio.”

Marco Poggi

Gli audio di quelle intercettazioni sarebbero stati fatti ascoltare a Marco Poggi nell’audizione di mercoledì, senza fargli cambiare idea sull’estraneità dell’amico Andrea Sempio. E già quando era stato ascoltato il 20 maggio dello scorso anno aveva replicato ai carabinieri – l’hanno rivelato ieri i social del Tg1 – “in questa situazione mi state influenzando” ed era stato definito dai militari come testimone “ostile” e alle prese con una “costante difesa d’ufficio di Andrea Sempio”. L’amico di sempre, oggi l’unico indagato per il delitto della sorella. E per i pm avrebbe anche modificato il contenuto delle testimonianze rese nell’arco di 18 anni e confermate fino a due mesi prima.

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