L’eredità del Pnrr e la digitalizzazione: il sottosegretario Butti valuta i risultati raggiunti

08.05.2026 05:25
L'eredità del Pnrr e la digitalizzazione: il sottosegretario Butti valuta i risultati raggiunti

Il Pnrr: Un Bilancio Sulla Digitalizzazione in Italia

Il sottosegretario Alessio Butti ha dichiarato che il Pnrr, avviato nel 2021 e concluso nel 2025, ha avuto come obiettivo primario la digitalizzazione. I risultati ottenuti sono oggetto di discussione, riporta Attuale.

“Il Pnrr ha trasformato la digitalizzazione in infrastruttura concreta del Paese. Abbiamo coinvolto oltre 17.000 amministrazioni e attivato più di 70.000 progetti, raggiungendo tutti i target previsti finora, alcuni con largo anticipo come l’identità digitale e la formazione dei cittadini”, ha affermato Butti.

Riflettendo sulla sostenibilità degli avanzamenti ottenuti, ha posto una questione cruciale: “Gli incentivi sono stati un acceleratore, ma la vera eredità è il cambio di modello. Piattaforme, dati e servizi generano domanda e danno nuove possibilità di sviluppo. La trasformazione proseguirà anche dopo la fine del Pnrr”.

Butti ha affrontato anche le disuguaglianze territoriali, evidenziando che “persistono differenze territoriali, ma non necessariamente legate al concetto Nord/Sud”. Ha sottolineato che, per la prima volta, è stato coinvolto quasi il 100% dei Comuni, delle scuole e delle Asl, creando una base comune che consentirà uno sviluppo più equilibrato.

Un altro argomento di grande rilevanza è stata l’introduzione dellintelligenza artificiale nel settore pubblico. “Con la legge italiana abbiamo definito un modello antropocentrico, con governance pubblica e investimenti dedicati”, ha spiegato, aggiungendo che l’obiettivo, fissato con Agid, è quello di avere 400 progetti di AI nella pubblica amministrazione entro la fine dell’anno, con diversi già attivi, dall’Inps all’Agenzia delle Entrate.

Focalizzandosi sulle tecnologie di identificazione, Butti ha chiarito che non si è trattato di un errore passare dallo Spid alla Cie: “Non è stato un errore, ma un’evoluzione. Il lavoro dei privati Spid ha permesso la diffusione dell’identità digitale quando i governi non avevano interesse a svilupparla”. Ha proseguito spiegando che ora si sta convergendo verso un sistema più sicuro e pubblico, basato su Cie e IT Wallet.

In merito alla semplificazione nei rapporti tra Stato e cittadini, Butti ha affermato che “abbiamo costruito infrastrutture e piattaforme”. Secondo quanto riportato dall’UE, l’Italia ha raggiunto uno score di 83/100 per i servizi digitali ai cittadini, superiore a quello di Francia e Germania. Tuttavia, ha insistito sulla necessità di completare l’integrazione dei servizi ed eliminare duplicazioni.

Infine, parlando della stabilità del governo, che è diventato il secondo più longevo della storia repubblicana, Butti ha commentato: “La stabilità ha consentito di ottenere risultati concreti, anche in una fase complessa. La coalizione ha mantenuto coerenza sulle scelte strategiche. Arriveremo al voto con un bilancio chiaro fatto di riforme avviate, obiettivi raggiunti e una visione solida su innovazione e crescita”.

Simone Arminio

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