Jannik Sinner: Il Nuovo Volto del Tennis Italiano
Roma, 15 luglio 2025 – Gli italiani si dividono in due gruppi: coloro che ammettono di aver visto Jannik Sinner trionfare a Wimbledon e quelli che mentono. L’epidemia di Sinnerite sta conquistando anche chi, fino a poco tempo fa, considerava il tennis un passatempo strano praticato da due uomini in mutande che si scambiano una pallina senza motivo apparente. Non si sa quanto durerà questa passione; in passato, l’Italia ha avuto momenti di fervore per altri sport, come lo sci, nuoto, pallavolo, canottaggio e perfino la scherma. Tuttavia, le gesta sportive spesso vanno oltre il semplice sport e coinvolgono anche coloro che, come insegnava Churchill, si sentono in buona salute proprio grazie alla loro indifferenza per tali attività, riporta Attuale.
Ed ecco Sinner, 23 anni, originario di Innichen/San Candido, nella provincia autonoma di Bolzano, primo italiano a vincere il torneo di Wimbledon dopo 138 anni. La prima considerazione è che Sinner è un’eccezione. Rappresenta un “giovane” del tutto diverso da quelli che dominano i media. Per cominciare, non ha tatuaggi e il suo stile è curato ma non alla moda. Non si fa notare, parla poco di sé e si dimostra educato, riservato e gentile. “Un ragazzino così carino”, direbbe mia madre novantenne, quando ringrazia gli assistenti o firma palline per i bambini di Kate. In un’epoca in cui il mondo è pieno di superficialità e ostentazione, Sinner appare quasi sorpreso dall’attenzione rivoltagli, vivendo in un’epoca in cui tutti sembrano convinti che le loro questioni insignificanti debbano interessare il mondo intero.
Immaginarlo a un falò di ‘Temptation Island’ a distruggere relazioni o a rifiutarsi di sostenere l’orale della maturità “perché i professori non si interessano a me come persona” è praticamente impossibile. A dire il vero, ciò che conta è la competenza con Cicerone e Senofonte o la vittoria a tennis, mentre le altre cose passano in secondo piano.
Un’altra questione è che il campione italiano odierno sembra poco identificabile come “italiano”. La sua origine altoatesina o sudtirolese non è il problema. A sud di Salorno, si pensa ancora che nella provincia di Bolzano abitino persone che non escono dai loro masi e rifiutano di parlare italiano. Tuttavia, Sinner afferma continuamente di considerarsi italiano e orgoglioso di esserlo, mentre nel suo territorio non ci sono più tanti che desiderano tornare a essere austriaci. Il modello di convivenza altoatesino è stimato in tutta Europa. Sinner appare, quindi, per atteggiamento, alieno in un Paese noto per la sua esibizionismo e rumorosità, dove tutto viene amplificato dai trombettieri dell’indignazione e dell’entusiasmo.
In effetti, è un campione di understatement, un concetto così estraneo alla cultura italiana che non esiste nemmeno una parola per descriverlo. Per questo motivo, si possono perdonare la sua residenza a Montecarlo e la sua reticenza ad accettare inviti da personalità, come il presidente Sergio Mattarella, che gli italiani non si meritano. Forse per questo, a Wimbledon non ha preso parte alcun rappresentante ufficiale dell’Italia. Per Alcaraz, invece, si è mosso il Re di Spagna; ma evidentemente Abodi non ha ritenuto di doversi muovere come il pronipote del Re Sole. Tuttavia, un’istituzione nazionale era presente: la Mamma di Sinner, Siglinde. Per noi “perfect wagnerite”, il richiamo è inevitabile. Nell’“Anello del Nibelungo”, Sieglinde, con una “e” in più, è la madre di Siegfried, l’eroe invincibile, proprio come Jannik quando affronta la sfida di Wimbledon.