Conte risponde alle polemiche sul suo incontro con l’emissario di Trump: “Ho ribadito le mie critiche”

01.04.2026 22:55
Conte risponde alle polemiche sul suo incontro con l'emissario di Trump: “Ho ribadito le mie critiche”

Giuseppe Conte al centro delle polemiche per incontro con l’imprenditore italia-americano Paolo Zampolli

Roma, 1 aprile 2026 –“Attacchi fuori luogo”, che denunciano il “nervosismo” del governo e la maggioranza, che iniziano a “buttarla in caciara, una caciara inaccettabile”. L’ex premier Giuseppe Conte non fa una piega davanti alle telecamere, e sotto sotto forse si compiace della propria capacità di catalizzare ancora dopo le primarie l’attenzione e il rancore degli avversari di destra a scapito delle alleati di sinistra, in merito al caso mediatico/parlamentare della cena con l’imprenditore italia-americano Paolo Zampolli: l’amico e “inviato speciale” del presidente statunitense Donald Trump, cui il leader 5 stelle assicura di aver riferito le proprie rimostranze nei riguardi del tycoon, che anni fa gli ha affibbiato lo scomodo e involuto nomignolo “Giuseppi“, riporta Attuale.

Sta di fatto che la questione, sollevata da un quotidiano in prima pagina, ieri ha monopolizzato l’attenzione politica sino a investire l’aula di Montecitorio con tanto di accessi di rissa. Alla fine, Conte, che si è lanciato d’anticipo nella corsa lunga delle primarie del centrosinistra contro il motore diesel della segretaria dem Elly Schlein, è colui che beneficia di più degli strali polemici da parte del centrodestra. Anche se nel Pd ci sono esponenti di inveterata cultura riformista refrattaria al populismo di Conte, come il senatore Filippo Sensi, che dichiarano di non capire “la sorpresa per un leader di un movimento di destra che incontra l’emissario di un presidente di destra”. Tuttavia, con quel leader il Pd andrà alle elezioni e neanche le voci critiche si sottrarranno dal sostenere l’alleanza, motivo per cui da Nazareno si mitiga la polemica, che alla fine avvantaggia solo l’ex premier.

La cena è forse meno rilevante di quanto l’eco mediatica e politica abbia dato a intendere, dato che l’interlocutore di Conte e amico di Trump – citato anche nelle vicende del defunto pedofilo Jeffrey Epstein, in merito a cui proprio martedì ha annunciato una sostanziosa querela nei riguardi di Fedez per averlo chiamato in causa – non fa propriamente parte dell’amministrazione Usa. Tuttavia, Conte non si è fatto sfuggire l’occasione di rivolgersi in qualche modo alla Casa Bianca. Rispondendo allo scandalo sollevato dal quotidiano, l’ex premier ha dichiarato di aver parlato “in maniera chiara” di legalità internazionale, esprimendo il proprio dissenso all’uso delle basi italiane e alla sudditanza Usa nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il giornale che lo chiama in causa viene etichettato da Conte come “trombettieri” della premier Giorgia Meloni, accusandoli di non avere “la schiena dritta” su questioni come Gaza, Venezuela e Iran.

Un Conte in grande spolvero, insomma, che percepisce chiaramente un clima favorevole in vista della partecipazione referendaria e delle primarie, ammesso che ne esca vincitore; ma all’interno dell’alleanza di centrosinistra guarda anche a un possibile incarico da presidente della Camera, che potrebbe fungere da trampolino per una difficile corsa al Quirinale, essendo lui una figura piuttosto divisiva.

Il caso ha monopolizzato l’attenzione dei deputati, a seguito dell’intervento del capogruppo FdI, Galeazzo Bignami, che ha chiesto un’informativa urgente di Guido Crosetto riguardo all’incontro del criticato ex premier. Anche Forza Italia è scesa in campo, con la vicesegretaria Deborah Bergamini che ha domandato al M5S “come si possano conciliare l’anti-americanismo di facciata, il pacifismo teorico e le critiche alla politica del governo con incontri al ristorante con emissari di Trump”. A seguito delle tensioni, un deputato del M5S è stato espulso.

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