«Soldi facili, prezzo pesante» è il titolo della campagna avviata dallo Shin Bet per avvertire i cittadini israeliani tentati di collaborare con l’Iran. Questa iniziativa, in passato impensabile, riflette la crescente minaccia interna e segna crepe nella coesione di un Paese sempre più lacerato dalle dinamiche belliche, riporta Attuale.
Il servizio di sicurezza interna, supportato dalla polizia, ha indagato quasi una trentina di casi solo nell’ultimo anno. Questo aumento di attività illecite è confermato dal recentissimo arresto di un’insegnante nella zona di Beersheba, la quale era stata convinta a collaborare da remoto con un sospetto agente iraniano. Secondo quanto trapelato da fonti ufficiali, il contatto le inviava denaro e telefoni inviati in luoghi discreti della città, strumenti necessari per operazioni future.
Il referente dell’insegnante era interessato alla raccolta di fotografie riguardanti una vicina base aereonautica. Le indagini hanno svelato prove tangibili del modus operandi, i profili dei coinvolti e i loro obiettivi. I reclutati sono stati istruiti per identificare possibili target: funzionari di alto rango, strutture della Difesa, e figure pubbliche. In alcuni casi, le ricerche di dati miravano a potenziali eliminazioni di bersagli, una vendetta per gli omicidi mirati organizzati dal Mossad in Iran, soprattutto durante l’ultima crisi che ha spinto i due Paesi verso il conflitto.
Alcuni degli arrestati erano israeliani provenienti da ex repubbliche sovietiche; molti si trovavano in difficoltà finanziarie, mentre altri hanno semplicemente colto l’occasione. E gli iraniani, probabilmente parte dei pasdaran, hanno approfittato della situazione offrendo ricompense. Le cifre offerte variavano dai 100 ai mille dollari, a seconda dei compiti richiesti. Un gruppo di azeri è riuscito a ottenere somme ancora più alte. La varietà di età coinvolte è sorprendente: ci sono ventenni, un settantenne e diversi giovani «adescati» mediante offerte di lavoro sui social. È interessante notare che solo uno degli indagati abbia mai viaggiato in Iran per incontrare un referente, mentre la maggior parte ha operato da distanza.
In tutte queste situazioni, il denaro ha rappresentato il fattore determinante. Tuttavia, questo metodo si rivela inefficace: non è difficile arruolare qualcuno, ma trasformarlo in una pedina fedele è complicato. Alcune volte, il «reclutato» si è tirato indietro all’ultimo momento, in particolare quando gli è stato chiesto di assumersi maggiori rischi o compiti che prevedevano “azioni bagnate”, come l’assassinio.
Attualmente, il numero degli arrestati è considerevole, ma le conseguenze rimangono nebulose. Abbiamo informazioni su ciò che avrebbero voluto fare, visto che le autorità di Tel Aviv hanno rilasciato molti dettagli investigativi. Tuttavia, mancano dati chiari su quanto abbiano effettivamente realizzato. Si delinea così un quadro diverso da quello della Repubblica Islamica, dove gli israeliani hanno portato a termine diversi colpi: è evidente che sono stati in grado di eliminare generali e scienziati in tempi ristretti, ma le modalità con cui sono stati individuati restano sconosciute.